Agriturismo in crescita nel 2011
Categoria Agriturismi Data: 23-01-2012
L’Istat ha diffuso i dati
ufficiali delle rilevazioni nel settore agrituristico per il 2011, dai quali
emerge subito che nel 2010 le aziende agricole autorizzate all’esercizio
dell’agriturismo sfiorano le 20 mila unità, quasi mille in più rispetto
all’anno precedente (+5 per cento).
Tutte le diverse tipologie agrituristiche
risultano in aumento: degustazione (+12,8 per cento), altre attività (+7,9 per
cento), ristorazione (+6,2 per cento) e alloggio (+5,2 per cento).
Oltre la metà delle aziende si trova in collina, circa un terzo in montagna e soltanto
il 15 per cento in pianura. L’attività agrituristica è relativamente più concentrata nel Nord del Paese, dove si rilevano il 45,3 per cento delle
aziende; seguono il Centro (34,1 per cento) e il Mezzogiorno (20,6 per cento).
Rispetto al 2009, gli agriturismi aumentano soprattutto nel Sud (+6,2 per
cento) e nel Nord-est (+5,7 per cento). Circa l’80 per cento degli alloggi
agrituristici è equamente ripartito tra Nord e Centro; le aziende con
ristorazione sono prevalentemente localizzate nelle regioni settentrionali e
nel Mezzogiorno (rispettivamente, il 45,4 per cento e il 31,9 pr cento del
totale).
Toscana e Alto Adige, con 4.074 e 2.990 aziende, si
confermano i territori in cui l’agriturismo risulta storicamente più rilevante.
L’attività agrituristica è significativa anche in Lombardia, Veneto, Umbria, Emilia-Romagna e Piemonte (con oltre mille aziende) e in Campania, Lazio,
Sardegna e Marche (con oltre 700 aziende).
Più di un’azienda agrituristica su tre è a conduzione femminile. In Toscana la presenza di donne alla guida di un
agriturismo appare particolarmente rilevante, con un numero pari a circa un
quarto del totale nazionale.
L’incidenza più bassa di agriturismi a conduzione
femminile si registra in Alto Adige, dove le donne gestiscono solo il 12,2% del
totale provinciale, a fronte del 21,5% nel Nord-est. Nelle altre ripartizioni
la presenza percentuale delle donne, rispetto a quella degli uomini, è più alta
e pari, rispettivamente, al 34% del totale nel Nord-ovest, al 42,1% nel Centro,
al 43,7% nel Sud e al 34,9% nelle Isole. Nel corso del 2010, sono 1.701 le nuove aziende
autorizzate all’attività agrituristica e 747 sono quelle cessate; rispetto al
2009, risultano in aumento le nuove autorizzazioni (+365 unità), mentre le
cessazioni diminuiscono (-50 unità).
Gli alloggi agrituristici offrono varie tipologie di
servizi: solo pernottamento, pernottamento e prima colazione, mezza pensione e pensione completa. Circa la metà delle aziende autorizzate all’alloggio (7.844
unità, pari al 47,5% del totale nazionale) offre il solo pernottamento, il
23,4% unisce al pernottamento la prima colazione, il 17,3% propone la mezza
pensione e il 28,5% offre la pensione completa. In Alto Adige l’offerta riguarda principalmente il
solo pernottamento (2.003 unità, pari al 75,1% del totale provinciale); in
Piemonte il 79,2% delle aziende propone anche la prima colazione (579 unità);
in Sardegna prevale la mezza pensione (394 unità, pari al 65,2%), mentre in
Calabria l’offerta riguarda maggiormente la pensione completa (507 alloggi,
pari all’89,9%).
Le piazzole di sosta per l’agricampeggio sono 8.759,
distribuite in 19 regioni (sono assenti in Valle d’Aosta e Alto Adige). Oltre
il 60% delle piazzole si trova nel Mezzogiorno ove, rispetto al 2009, si rileva
un incremento del 14,1%.
Quasi la metà degli agriturismi ha l’autorizzazione
per la ristorazione Le aziende autorizzate alla ristorazione sono 9.914 (+6,2
rispetto al 2009) e costituiscono il 49,6% degli agriturismi italiani .
Gli
agriristori risultano in crescita in tutte le ripartizioni; in particolare, si
registrano incrementi più elevati nel Nord (+7,7%), aumenti più contenuti nel Mezzogiorno
(+5,6%) e nel Centro (+4%). A livello regionale, gli incrementi più elevati si
rilevano per il Piemonte (+116 unità, pari a +18,4%) e la Calabria (+96 unità,
pari a +20,9%).
In linea con quanto registrato per l’alloggio, la
ristorazione, in aumento in tutte le ripartizioni, è maggiormente presente
nelle regioni centro-meridionali dove è localizzato il 54,5% delle aziende ristoratrici.
L’agriturismo
rappresenta l’offerta di ospitalità da parte di un’azienda agricola che ha
ottenuto l’apposita autorizzazione e ha adeguato le proprie strutture per
svolgere tale attività. La rilevazione riguarda tutte le aziende agricole
autorizzate all’esercizio di una o più tipologie di attività agrituristica
(alloggio, ristorazione, degustazione e altre attività). I dati sono acquisiti
direttamente dagli archivi amministrativi di Regioni e Province autonome e di
altre amministrazioni pubbliche. In Italia, l’attività agrituristica, rilevata
al 31 dicembre 2010, è regolata dalla Legge 20 febbraio 2006, n. 96 che
definisce l’agriturismo come attività di "ricezione ed ospitalità
esercitate dagli imprenditori agricoli, di cui all’articolo 2135 del codice
civile anche nella forma di società di capitali o di persone oppure associati
fra loro, attraverso l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione
con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di
animali”. Possono essere addetti all’attività agrituristica l’imprenditore
agricolo e i suoi familiari ai sensi dell’art. 230-bis del codice civile,
nonché i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, determinato e parziale. La
legge stabilisce che rientrano fra le attività agrituristiche: - l’ospitalità
in alloggio o spazi aperti; - la somministrazione di pasti e bevande,
costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di aziende agricole
della zona; - la degustazione di prodotti aziendali, inclusa la mescita di
vini; - l’organizzazione anche all’esterno dei beni fondiari nella
disponibilità dell’azienda di attività ricreative, culturali, didattiche, di
pratica sportiva nonché escursionistiche e di ippoturismo, anche per mezzo di
convenzioni con gli Enti locali, finalizzate alla valorizzazione del territorio
e del patrimonio rurale. Ciascuna Regione e Provincia autonoma definisce e
caratterizza l’attività agrituristica, emanando appositi provvedimenti
legislativi accompagnati da regolamenti attuativi. In base alla legislazione
nazionale e regionale, l’agriturismo rientra fra le attività agricole e rappresenta:
per l’agricoltore, una integrazione, anche significativa, del reddito aziendale
e familiare, nonché un utilizzo più razionale e completo degli spazi aperti
Autore : Giuseppe Paracelso


