Cento euro ai cittadini per l'acqua all'arsenico
Categoria Notizie Data: 26-01-2012
Almeno cento euro
a testa ai cittadini che hanno bevuto acqua contenente arsenico oltre i limiti consentiti dalla legge. A stabilirlo è stato ora il Tar del Lazio con una sentenza emessa sul ricorso presentato dal Codacons contro i ministeri della
Salute e dellambiente risarcire gli utenti dellacqua di varie regioni (Lazio,
Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Umbria) dove si è registrata la
presenza di arsenico. La decisione del Tar Lazio non serve a compensare i
cittadini per il rischio sanitario che hanno corso ma piuttosto per il fatto
che sebbene per settimane lacqua non sia stata potabile e utilizzabile, i
cittadini hanno continuato a pagare la tariffa idrica.
Ma questione non
si esaurirà con il rimborso pecuniario secondo modalità e tempi che dovranno
essere definiti. Come spiega il Codacons, il TAR ha inoltre affermato il
principio - che porterà adesso a decine di querele penali e denunce alle
Procure della Repubblica - che nella vicenda sussiste un preciso “fatto
illecito costituito dallesposizione degli utenti del servizio idrico
ricorrenti ad un fattore di rischio (lamianto disciolto in acqua oltre i
limiti consentiti in deroga dallUnione Europea), almeno in parte
riconducibile, per entità e tempi di esposizione, alla violazione delle regole
di buona amministrazione, determina un danno non patrimoniale complessivamente
risarcibile, a titolo di danno biologico, morale ed esistenziale, per laumento
di probabilità di contrarre gravi infermità in futuro e per lo stress
psico-fisico e lalterazione delle abitudini di vita personali e familiari
conseguenti alla ritardata ed incompleta informazione del rischio sanitario”.
“Si tratta di una vittoria importantissima -
ha affermato il presidente del Codacons Carlo Rienzi - perché pone termine alla
impunità di Regioni e Ministeri che per non spendere i soldi stanziati o non
sapendoli spendere hanno tenuto la popolazione in condizioni di degrado e di rischio di avvelenamento da arsenico.
Ora i singoli
presidenti delle Regioni e i singoli Ministri dellAmbiente e della Salute
succedutisi negli ultimi anni, quando promettevano allEuropa bonifiche delle
falde in cambio di aumento dei limiti di presenza del metallo velenoso nelle
acque, dovranno essere perseguiti dalla Corte dei Conti per rimborsare lerario
dei soldi che dovranno risarcire agli utenti”.
Il TAR ha
riaffermato che lacqua fornita ai cittadini deve essere salubre e la tariffa
legata proprio alla qualità di essa, da cui lindicazione di agire contro le
ATO che non potevano non tenere conto di questo dato nel determinare la
tariffa.
Autore : Giuseppe Paracelso


