Dal 30 gennaio il decreto: tassa sul permesso di soggiorno
Categoria Notizie Data: 26-01-2012
Da lunedì 30 gennaio entrerà in vigore il decreto firmato dai ministri Giulio Tremonti e Roberto Maroni del precedente governo che prevede il pagamento di 80 euro per un permesso di soggiorno annuale, di 100 euro biennale, di 200 euro per una carta di soggiorno. Un provvedimento che sta trovando un fronte di oppositori non solo tra i cittadini stranieri, ma anche tra molti italiani sia per ragioni di equità, ma anche perché il costo potrebbe essere ricaricato sui datori di lavoro, specie in agricoltura.
La speranza di un cambio di passo da parte del governo Monti rispetto a quello precedente è legata ad un annuncio fatto lo scorso 4 gennaio dai ministri Cancellieri e Riccardi, i quali avevano assicurato “un’approfondita riflessione” per rendere la tassa più equa, con l’obiettivo dichiarato di rimodularla in base al reddito e al numero di familiari. “Da allora tutto tace – si lamenta il portale “Stranieri in Italia” - ma milioni di persone contano con angoscia i giorni che li separano dal salasso”.
La tassa, indubbiamente, colpirà famiglie deboli che già sentono tutto il proprio peso della crisi economica sulle proprie spalle, avendo anche serie difficoltà nell’affrontarla.
Nel dettaglio, il decreto prevede, per chi chiede il primo rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno, il pagamento (oltre ai 30 euro richiesti da poste italiane per il servizio e al contributo di 27,50 euro per la stampa del permesso elettronico), di 80 euro se il permesso è annuale, di 100 euro se il permesso è biennale e di 200 euro se è un permesso per soggiornanti di lungo periodo, la cosiddetta carta di soggiorno. Insiste “Stranieri in Italia”: “Il governo Monti aveva promesso di rimodulare la nuova tassa sul permesso di soggiorno. Che fine hanno fatto le sue buone intenzioni?”.
Sul web i commenti al vetriolo si sprecano. Numerose famiglie di immigrati lamentano i problemi economici quotidiani già insormontabili. Qualcuno se la prende con Giulio Tremonti, richiamando l’appellativo di “timoniere del Titanic” come recita il titolo di un recente libro che racconta la storia dell’ex ministro. Altri propongono di far pagare agli italiani la stessa cifra quando vanno in vacanza allestero. Scrive Ina: “Portare avanti un decreto ideato e voluto da Maroni e Tremonti, significa che il governo Monti ha solo il nome di diverso e nient altro. La loro firma è ancora valida?”.
Autore : Pierino Vago


