Fisco - Conti correnti dei parenti soggetti a controllo
Categoria Focus Data: 10-10-2011
In caso di controlli da parte dell’agenzia delle entrate sui conti correnti riconducibili all’imprenditore soggetto a controllo, lo stesso può essere esteso anche ai conti intestati a parenti dell’imprenditore se i conti sono riferibili a movimenti dello stesso. Per il controllo di questi conti vale l’inversione dell’onere della prova e pertanto non dovrà essere l’ufficio a provare che i movimenti rivelano operazioni in evasione di imposta ma sarà l’imprenditore a dover giustificare i movimenti.
Tutto ciò è previsto dalla sentenza 20449 della Corte di Cassazione, soprattutto nel caso in cui l’imprenditore o la società non abbiano un conto corrente esclusivo dell’attività.
La commissione provinciale e la commissione regionale avevano dato ragione al contribuente, secondo cui era l’amministrazione a dover fornire la prova che le operazioni erano riconducibili all’attività.
La Corte di Cassazione invece ha ribaltato il dispositivo, spiegando che l’inversione dell’onere della prova riguarda anche le movimentazioni dei conti formalmente intestati ad altri ma riconducibili all’attività, soprattutto nel caso di imprenditore individuale o di società di persone che non hanno un conto corrente destinato all’attività.
In ogni caso l’agenzia dovrebbe prima dimostrare la riconducibilità dei conti all’attività e poi sottoporli a verifica, e non sottoporli a verifica e poi dimostrare che sono riconducibili all’attività.
Autore : Fausto Valenti Dottore Commercialista in Roma


