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Galline in gabbia, uova senza sanzioni

Categoria Notizie Data: 10-01-2012
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 Le gabbie per le galline ovaiole sono andate “fuori corso” con il 1° gennaio 2012, ma in Italia invece di adeguarsi alle norme comunitarie,  che richiedono gabbie più larghe, si cerca di continuare alla vecchia maniera. 
La legge comunitaria 2011 ha infatti registrato la presentazione di un emendamento che consente di attuare una vera e propria sanatoria per coloro che , e sono la maggioranza degli allevatori, ancora non si sono messi in regolama anche di sanare le eventuali sanzioni. 
La LAV ha scritto al Ministro Politiche Agricole e Forestali Mario Catania chiedendogli l’impegno a respingere ogni eventuale nuovo tentativo di “forzare” la normativa europea in tema di allevamento delle galline ovaiole che prevede, a partire dal 1 gennaio 2012, 
Il divieto di allevamento delle galline ovaiole nelle gabbie di batteria convenzionali e saranno consentiti esclusivamente allevamenti con sistemi alternativi alle gabbie e l’allevamento nelle gabbie modificate o cosiddette “arricchite”. 
A preoccupare la LAV infatti è il recente emendamento presentato dal Governo in materia di commercializzazione delle uova: un emendamento alla Legge Comunitaria 2011 per modificare in maniera gravemente peggiorativa alcune disposizione relative alla commercializzazione di uova. L’effetto di tale modifica, se fosse stato approvato, avrebbe determinato: 

- la non sanzionabilità di molte fattispecie di violazioni relative alla produzione, commercializzazione  e all’immissione sul mercato di uova non conformi al Regolamento 598/2008;


- la cancellazione dell’aggravante per i soggetti che reiterano la violazione alla produzione e commercializzazione delle uova non conformi ai requisiti del Regolamento 598/2008;

- una regolarizzazione di diciture facoltative relative all’etichettatura delle uova non previste dal Regolamento e apertamente in contrasto con tali disposizioni.


“Chiediamo al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Mario Catania, un fermo impegno a evitare eventuali atti legislativi di tale contenuto nel prossimo decreto mille proroghe o in ogni altro atto legislativo futuro, assumendo invece un chiaro impegno in favore dell’applicazione della norma comunitaria tramite un atto normativo che renda le sanzioni alle violazioni sulle modalità di allevamento maggiormente efficaci e dissuasive - afferma Roberto Bennati, vicepresidente LAV -Non è tollerabile che dopo 13 anni di inerzia e noncuranza degli allevatori italiani si possa regolarizzare uova illegali e sistemi d’allevamento vietati in tutta l’Unione Europea.”

Autore : Giuseppe Paracelso