IL SINIS
Categoria Territori Data: 01-08-2011
Se per territorio si intende un’area geografica caratterizzata dall’omogeneità il Sinis rappresenta senz’altro l’eccezione. Sono poche perfino in Sardegna i territori capaci di racchiudere in spazi tanto ridotti un campionario così ricco e differenziato di ambienti, come questo. Si va dalle zone umide all’area desertica, dai boschi alle isolette selvagge per sprofondare, infine, in un mare dalla trasparenza unica.
Il Sinis è la parte settentrionale del Golfo di Oristano nella Sardegna centro-occidentale ed è caratterizzato dal fatto di essere una vera e propria penisola racchiusa tra il Mare di Sardegna, il Golfo di Oristano e il sistemo idrografico di “Mari e’ Pontis” (laguna di Mistras, canale scolmatore e stagno di Cabras). Sono comprese nel territorio anche l'isola di Mal di Ventre e l’isolotto del Catalano.
Ma le gemme racchiuse in questo scrigno non risaltano solo per l’estrema varietà, ma anche per la loro eccezionalità. Convivono infatti uno dei sistemi umidi più importanti d’Italia con l’area considerata come il deserto più vasto d’Europa, “Is Arenas”, caratterizzato dalla presenza delle dune eolico – mutanti. Non solo, in questo incredibile scenario è presente anche lo stagno salmastro temporaneo più grande d’Europa, lo “stagno di Sale Porcus”, dal momento che gli altri ambienti simili, sono stati ormai bonificati dappertutto.
L'area, ricca di terreni fertili e abbondante di risorse ittiche che “montano” per ben due volte l’anno, non poteva che essere intensamente abitata, ed infatti son numerose le testimonianze fin dal V millennio a.C., come dimostrano i resti dei villaggi del neolitico presenti nell’area.
I numerosi nuraghi, il Sinis (è, ancora, il territorio sardo con la massima concentrazione di nuraghi per unità di superficie) che dominano come sentinelle le basse colline, testimoniano il controllo del territorio durante l'età del Bronzo e del Ferro, ma il sito archeologico più conosciuto è, senza dubbio, la città di Tharros, fondata dai Fenici intorno all'VIII secolo a.C., presso lo stretto promontorio di Capo San Marco, e abitata fino all'XI secolo d.C., quando, per volontà del Giudice di Arborea, gli abitanti si trasferirono a Oristano a causa delle terribili incursioni dei pirati saraceni.
Il Sinis di Cabras è uno straordinario condensato di storia umana ed una delle più suggestive sintesi della natura, anche il paesaggio antropico, con i campi coltivati, i nuraghi, i ponti e i canali, è profondamente segnato dalla presenza dell'uomo, ma mai in maniera brutale e invasiva: la dolcezza è, infatti, il tratto più caratteristico della natura del Sinis.
Gran parte delle spiagge e delle lagune sono zone naturalistiche protette, dove è possibile effettuare birdwatching ed escursioni a piedi, in bici o a cavvallo. Con decreto del Ministero dell'Ambiente nel 1997 è stato istituito il Parco Marino, che comprende l'isola di Mal di Ventre e l'intero braccio di mare circostante.
Nei tratti bassi di questa costa si sono sedimentate spiagge di sabbia e di granuli di quarzo di rara bellezza; nei tratti alti, imponenti falesie sovrastano il mare fungendo da belvedere verso gli isolotti antistanti. L'unicità di questo lembo di Sardegna è fornita dalla straordinaria sensazione di continuità fra terra e mare.
L’ambiente naturale è l’elemento più attraente del territorio, riporta a tempi molto più lontani di quelli in cui l'uomo è stato il protagonista. Anche in questo senso il Sinis è un variopinto campionario di ecosistemi. Flora e fauna tipiche del Mediterraneo, la vegetazione è ovunque di tipo erbaceo o arbustivo, raramente arboreo. Canneti e tifeti, distese di scirpo e giunco, tamerici e salicornie offrono rifugio ad una ricca e differenziata avifauna selvatica con presenze uniche e rare.
Autore : Carlo Dettori


