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Il Parlamento approva una risoluzione sull'acqua

Categoria Notizie Data: 16-07-2012
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 Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sull’acqua prendendo a spunto la Direttiva sul Quadro d’Azione per l’acqua. In particolare la risoluzione prende spunto da alcuni considerando che costituiscono veri e propri principi generali  di cui il Parlamento prende atto e che ricorda alla Commissione nello svolgimento della sua attività legislativa propositiva.

I considerando sono in particolare i seguenti:

A.   la DQA istituisce un quadro atto a tutelare le acque pulite e ripristinarne la qualità nell’UE e a garantirne l’utilizzo sostenibile a lungo termine, e che essa mira al raggiungimento di «un buono stato ecologico e chimico» entro il 2015, ma il riesame dei piani di gestione dei bacini idrografici approntati dagli Stati membri come previsto dalla direttiva indica che un numero elevato di corpi idrici dell’UE non raggiungerà lo «stato buono» entro il 2015, a causa di problematiche sia di vecchia data sia emergenti;

B.   la biodiversità delle acque dolci in Europa è in crisi e, secondo i criteri della lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), il 37% delle specie di pesci d’acqua dolce e il 40% dei molluschi d’acqua dolce europei sono considerati specie a rischio;

C.   l’acqua è un elemento particolarmente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico, che potrebbe portare a una riduzione della quantità e della qualità dell’acqua disponibile, in particolare dell’acqua potabile, nonché a un aumento della frequenza e dell’intensità delle inondazioni e degli episodi di siccità;

D.   l’acqua è un bene pubblico inalienabile essenziale per la vita e che una corretta gestione delle acque svolge un ruolo fondamentale nella conservazione del capitale naturale e dei servizi ecosistemici del pianeta, nonché in tutti gli aspetti dell’uso delle risorse e della produzione economica, e il futuro dell’industria europea dipende dalla capacità di trovare una risposta efficace alle attuali sfide in materia di acque e di gestire in modo responsabile ed efficiente le risorse idriche esistenti, che hanno un impatto diretto sulla salute umana, la produzione di energia, l’agricoltura e la sicurezza alimentare;

E.   l’Europa estrae circa il 13% della quantità complessiva di acque di cui dispone, il che è indice di stress idrico, e che, in molti posti in Europa, l’estrazione di acqua supera i livelli di sostenibilità minacciando la fauna selvatica, l’approvvigionamento sicuro della società e i diversi usi economici; che in alcune regioni dell’Europa meridionale l’indice di sfruttamento idrico supera il 40%, con un conseguente grado di stress idrico elevato;

F.   i climi semi-aridi di vaste aree dell’Europa meridionale si caratterizzano anche per una distribuzione delle risorse idriche molto disomogenea, nei diversi mesi e di anno in anno, e tale distribuzione irregolare tende ad accentuarsi a causa delle alterazioni climatiche;

G.   la strategia Europa 2020 prevede un miglioramento dell’utilizzo delle risorse e attualmente l’utilizzo dell’acqua è caratterizzato da tendenze spesso insostenibili, conseguenza di pratiche inefficienti che provocano sprechi di acqua, e considerando che i sistemi delle infrastrutture idriche sono spesso antiquati, sia nelle regioni più sviluppate sia in quelle meno sviluppate, e che le informazioni circa i rendimenti effettivi e le perdite sono carenti;

H.   la transizione verso un’economia verde può essere realizzata soltanto tenendo conto delle sfide legate all’acqua;

I.   le acque reflue depurate in modo inadeguato continuano a inquinare i mari che bagnano le coste dell’UE e che è quindi assolutamente necessario accelerare l’introduzione di infrastrutture per la depurazione delle acque reflue negli Stati membri.

 

Autore : Giuseppe Paracelso