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Infortuni sul lavoro: l’agricoltura conferma il primato

Categoria Agriturismi Data: 15-12-2011
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 L’agricoltura si conferma come il luogo più pericoloso (con il 38,7% delle vittime) sul fronte delle morti sul lavoro. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto elaborato dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering (disponibile sul sito www.vegaengineering.com), società veneta che si occupa di monitorare ed elaborare i dati sulle morti bianche nella nostra Penisola, sui dati relativi al periodo che va da gennaio a novembre 2011.

E’ una delle emergenze che appartiene, purtroppo, alla quotidianità del nostro Paese, per questo ci auguriamo che il nuovo governo non abbandoni la priorità assoluta della sicurezza nei luoghi di lavoro. Perché la lista dei decessi in Italia si allunga inesorabilmente giorno dopo giorno”. E’ quanto sottolinea l’ingegner Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio, accompagnando la presentazione dei dati. Il bilancio del 2011 appare infatti più sconfortante di quello del 2010.

Da gennaio ad ottobre le vittime sul lavoro sono state 460 contro le 441 dello stesso periodo del 2010. Nello scorso ottobre s’è registrato un picco preoccupante: gli incidenti mortali sono stati 57, tredici in più rispetto alla media mensile registrata nel 2011 nel nostro Paese e pari a 43 casi. Insomma, sarà anche a causa della crisi e dei tagli alla sicurezza, ma la situazione sta peggiorando e l’incremento della mortalità del 4,3% tra il 2010 e il 2011 ne è una conferma.

“Uno scenario drammatico che deve spingere la classe politica a rinnovare la propria coscienza e la propria consapevolezza sul tema – insiste Rossato. “E’ necessario intraprendere con urgenza un percorso di diffusione della cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro con maggior tenacia ed efficienza. Specie nei settori più colpiti dal dramma delle morti bianche, ovvero l’agricoltura e l’edilizia”.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica dei decessi sul lavoro, in testa troviamo la Lombardia con 60 vittime, poi l’Emilia Romagna (42), il Piemonte (39), il Veneto (38), la Toscana (34), la Sicilia e la Campania (32), il Lazio (29) e la Puglia (28).

Per quanto riguarda i settori. Dopo l’agricoltura ci sono le costruzioni (23%), poi il commercio e le attività artigianali (13,2%), trasporti, magazzinaggi e comunicazioni (5,3%), produzione, distribuzione, manutenzione di energia elettrica, acqua e gas (3,3%), servizi (2,7%), smaltimento dei rifiuti (2,3%), produzione e lavorazione dei metalli e autoveicoli (1,8%) e industrie estrattive (1,6%).

Tra le cause, primeggiano le cadute dei lavoratori dall’alto (23,9%), poi i ribaltamenti di un veicolo o di un mezzo in movimento (22%, quasi tutti in agricoltura), poi le cadute di oggetti pesanti sulle vittime (18,3%, anche qui con l’agricoltura che fa la parte del leone).

“Numeri inquietanti per chiunque e soprattutto per chi come noi si trova quotidianamente innanzi ad un bollettino della morte - prosegue il presidente dell’Osservatorio Vega Engineering. “Per questo la sicurezza dei lavoratori deve rimanere in primo piano nella nuova fase politica italiana”.

 

Autore : Giampiero Castellotti