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L’Irpinia nella Valle del Sabato

Categoria Territori Data: 25-05-2011
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La terra irpina, nota anche come la “verde irpinia”, ha una intricata immagine fatta di valli e alture che si cedono il passo con estrema velocità e semplicità. Ma la sua evidente rigogliosità è attribuibile alla storica ricchezza d’acqua, e data la sua orografia non poteva essere altrimenti.

L’acqua, presenza costante, ha ovviamente segnato e determinato non solo l’assetto socio-economico della regione irpina, condizionando attività colturali e uso del suolo, ma ha fortemente caratterizzato il suo ambiente attraverso la costruzione di emergenze architettoniche quali fontane monumentali e acquedotti e di insediamenti rurali derivati da questa preponderante caratteristica. Storicamente l’organizzazione urbana tipica dell’Irpinia, in particolare dell’area sannita, è quella dei “pagi” (primigenia cultura insediativa di matrice italica) questa disposizione di villaggi si collocava generalmente lungo le principali vie di comunicazione e lungo i corsi d’acqua: è caratteristico osservare come, nei secoli, quest’assetto territoriale sia stato conservato, infatti i “pagi” andarono trasformandosi qualcuno in casale, come quelli dell’area serinese, altri invece in roccaforti come quelli più prossimi all’area beneventana. Ad oggi, gli antichi pagi, sono diventati paesi più o meno grandi e quasi sempre con la caratteristica della “distanza” dai centri urbanizzati più grandi e popolosi rappresentati dall’area di Avellino (capoluogo di provincia) e dei comuni confinanti con il capoluogo (Mercogliano, Monteforte ed Artipalda) in direzione nord, dal centro composto da Ariano Irpino, Grottaminarda e Mirabella Eclano in direzione est  ed infine dal complesso di paesi che compongono l’area serinese in direzione ovest.

Una modalità di viaggio interessante per percorrere l’irpinia, quindi, può essere sicuramente quella di percorrere i corsi d’acqua e seguendo questi percorsi di inoltrarsi in un territorio intenso di singoli episodi, architettonici, ambientali e naturalistici, che possono quasi comporre un catalogo di tipologie abitative, colturali e di tradizioni.

Il paesaggio Irpino si presenta già ad uno sguardo superficiale quanto mai suggestivo ed il punto focale che lo caratterizza è immediatamente individuabile nel fiume Sabato il quale dopo aver diviso in due l’area individuata come Irpinia Sannitica, scorre sereno nella verde valle incorniciata dai Monti Picentini, dalle vette del Partenio, del  Terminio e del Taburno. La presenza dell’acqua, il suo flusso continuo, la natura docile del terreno, la felice esposizione, la vegetazione spontanea ed infine la protezione dei monti circostanti costituirono fin dai tempi più remoti l’ambiente ideale per lo stanziamento e lo sviluppo di una florida civiltà.

Da un punto di vista morfologico, la zona si presenta con una variabilità di forme in risposta ad una molteplicità di tipi litologici sui quali gli agenti esogeni cesellano forme spettacolari, testimonianza diretta della presenza dell'unicità di luoghi ancora incontaminati.

Provando a costruire un viaggio ideale lungo il fiume sabato, si può immaginare di partire dalla vecchia Abellinum (oggi ricadente nel territorio di Atripalda) e risalire, seguendo il fiume Sabato verso Benevento. Lungo questo percorso le attività colturali principali sono riconducibili alla nocciola (l’avellana), al grano, e alla vite: non è un caso che per buona parte delle vie del vino greco di tufo e fiano di Avellino, attraversino questo territorio, sono particolarmente interessanti le visite ad alcuni centri quali Prata, Tufo, Chianche, per chi fosse interessato alla archeologia industriale, è da ammirare proprio a tufo “il mulino dello zolfo”, una antica miniera, nota anche come la mieniera giardino, un luogo suggestivo che ha fortemente caratterizzato l’economia di questi luoghi. Sempre seguendo il fiume Sabato non è difficile imbattersi, a cominciare da Prata Principato Ultra nei vecchi mulini, infatti proprio le acque del Sabato convogliate con sapiente ingegneria idraulica, attivavano spesso le macine per il grano che finemente lavorato veniva poi venduto ai pastifici, locali e a quelli ben più famosi dell’area napoletana, oggi è ancora possibile visitare alcuni di questi mulini e sebbene non molti siano ancora in funzione nella loro originaria attività molinatoria, altri sono oggetto di trasformazioni interessanti.

Ma tornando al tema del vino non si può non citare le numerose cantine che si affollano lungo questa strada, dove poter assaggiare vini pregiati e pasti tradizionali più o meno re-interpretati nella modernità, una particolare menzione va sicuramente fatta al centro vitivinicolo di Sorbo Serpico (molto prossimo ad Atripalda) della cantine dei Feudi di San Gregorio, un luogo dove si sperimenta la proficua mescolanza di tradizione e modernità, sia nelle forme architettoniche della struttura sia nei piatti offerti dagli chef.

Molti sono i paesi lungo questo corso d’acqua che vale la pena visitare, per alcune eccellenze di tipo architettonico ed artistico dal castello normanno di Chianche, ultimo avamposto dell’avellinese verso il beneventano alla Basilica dell’Annunziata con la grotta dell’Angelo di Prata, un tesoro per la storia dell’arte per la particolarità e la pregevolezza della prospettiva utilizzata negli affreschi ritrovati.

Ma al viaggiatore che vuole ri-scoprire sapori antichi non si può non consigliare di viaggiare qui nell’arco di tempo che va da giugno a novembre, è il momento in cui nei piccoli paesi ritorna vitalità e ricchezza, è l’epoca dei principali raccolti e dei festeggiamenti che ne raccontano i segreti e le tradizioni in serate ed eventi.

E’ il caso di citare lo storico percorso del treno Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, una strada ferrata antica ormai quasi in disuso che diventa il fulcro di una giornata evento che fa riassaporare luoghi antichi con tappe e fermate di anno in anno differenti, o anche al ciclo di concerti nella Abazia benedettina di Mercogliano, dimora invernale dei benedettini di Montevergine. La festa del Borgo di Canale di Serino nota come canalarte, una festa popolare che celebra gli antichi mestieri mescolandoli agli spettacoli degli artisti di strada, che si raccolgono qui per un periodo più o meno lungo.  Infine merita una presenza l’evento celebrato a Summonte di “Sentieri Mediterranei” così come la merita il “Palio di San Martino” che si tiene a Monteforte Irpino, una parata storica, con costumi d’epoca che ripercorre un evento storico, celebrando il santo patrono.

Un secondo percorso altrettanto suggestivo può essere costruito lungo il corso del fiume Calore per nuove ed interessanti scoperte….

Autore : tdp/ Silvia Marano e Fabrizia Berlingieri