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La pasta “a ‘mmano”: un patrimonio da recuperare.

Categoria Prodotti Data: 25-05-2011
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L’irpinia intera, era disseminata, fin  dagli anni ’50, di piccole “imprese familiari” che producevano la “pasta a mano”:  le donne di casa dopo aver assolto al compito di brave e attente massaie si riunivano intorno ad una tavola in legno “la spianatoia” e impastavano, spianavano e lavoravano l’impasto di semola e acqua e a questo punto come  finissime decoratrici, imprimevano varie forme al sodo impasto ottenuto: “schiaffoni”, i “fusilli”, le “orecchiette” e altro e altro ancora...

Fra gli antichi mestieri la preparazione della “pasta a mano” fu una delle principali attività capaci di produr-re reddito e mercato per alcuni piccoli centri irpini.

L’orogenesi e la topografia del territorio sicuramente ha condizionato  la nascita e l’attecchimento  di questa produzione artigianale, per altro la produzione irpina di grano, decantato  fin dall’età romana e testimoniato dalla presenza dei tanti mulini, ha sicuramente consentito che questa attività prendesse corpo e diventasse una attività della tradizione. Nell’immaginario collettivo alcuni paesaggi, quali ad esempio quello di Monteforte Irpino, era caratterizzato da tavolette e canne che servivano per l’essiccazione della pasta, il Regio Tratturo, infatti, che costeggiava il paese e l’imponente fontana costruita da Carlo III è un’ulteriore testimonianza del via vai continuo di commercianti, armenti, greggi, pellegrini diretti a Montevergine, tutto questo movimento ha permesso lo sviluppo di un’attività artigianale che divenne rinomata ed apprezzata in tutta Italia.

La pasta fatta a mano era stesa al sole ed al vento proprio davanti alle abitazioni in maniera tale che potesse attirare l’attenzione dei viandanti, curiosi ed affamati.  La costruzione dell’autostrada Napoli-Bari, le nuove abitudini di vita e le norme igienico-sanitarie poste a tutela degli alimenti hanno fatto estinguere questa attività familiare.

La bottega di Nonna Rusinella con la pasta dei “Carrabari” si pone come obbiettivo principale quello di recuperare dalla tradizione forme e sapori oltre alla qualità del prodotto tipico di quelli di manifattura antica. Il piccolo laboratorio ed il punto vendita con l’angolo espositivo rimandano la mente a “paesaggi antichi” re-inventati … … anche “Nonna Rusinella” lavorava in questo locale  la sua pasta…
Il laboratorio dei Carrabbari con la sua avanzata tecnologia produce una pasta tradizionale ma con le più moderne tutele per il consumatore.

E’ un po’ come se – tra i sofisticati macchinari -  rivivessero le antiche comari del paese alle quali, l’imprenditore ha voluto intitolare i vari tipi di pasta. Un piccolo mondo antico che riappare davanti ai nostri occhi genuino e saporito proprio come una volta, con una speciale novità: i Carrabbari, la pasta (da farcire) a forma di botte in omaggio all’altra produzione tipica del paese le botti.
La pasta dei Carrabbari è un a “pasta a mmano” moderna,  il laboratorio tecnologicamente avanzato è testimonianza che  tecnologia ed innovazione possono andare a braccio con la tradizione, l’ideatore e promotore della azienda, attraverso un intenso lavoro con i produttori delle macchine, ha fatto mettere a punto un sistema sofisticato di automatismi e trafile in bronzo per avere un prodotto molto fedele a quello tradizionale.

Semola ed acqua sono gli unici ingredienti che costituiscono la base della preparazione.  La semola irpina è di prima scelta viene prodotta sulle colline irpine e secondo la tradizione molinatoria locale, l’acqua viene portata a giusta temperatura e mescolata alla semola dalle macchine impastatrici, e infine le trafile danno vita al prodotto che ritoccato dalle mani attente e sapienti delle “lavoranti” viene offerto al compratore in vari tipi di confezioni, a seconda del desiderio e delle esigenze dell’acquirente.

La vaschetta biodegradabile con film protettivo, è una confezione speciale che consente di conservare il prodotto fresco fino a 90 gg ad una temperatura costante di un frigorifero comune.

Il range di prezzo, che dipende dal formato, oscilla tra 3.50 € ai 10.00 € per i formati imbottiti quali ad esempio i ravioli con ricotta di capra.

La pasta caratterizzata da un colore oro, da un sapore intenso e da una particolare leggerezza accompagnata da particolare turgidità dell’impasto, conserva tutte le sue caratteristiche anche dopo la cottura, che generalmente si attesta tra i 5 ed i 7 minuti.

Alla pasta ed ai suoi vari formati si possono poi aggiungere vari sughi e condimenti, per i quali si può prendere spunto anche nella stessa bottega, infatti una divertente iniziativa viene portata avanti dai titolari: tutti coloro che comprano direttamente al punto vendita in Via Loffredo a Monteforte Irpino, possono lasciare la loro ricetta preferita su un libraccio posto all’ingresso della bottega.

La pasta dei carrabbari è un esempio di come tradizione e tecnologia possono procedere insieme, è un esempio di come forme e sapori antichi in un processo semi-automatizzato tecnologicamente avanzato prendono corpo secondo in un’attenta riproposizione di  un patrimonio antropico ed identitario.

Il prodotto dei Carrabbari si pone sul mercato come prodotto di eccellenza della ricca gastronomia irpina, tant’è che può essere non solo acquistato nelle varie gastronomie del capoluogo, ma può essere anche gustato in numerosi ristoranti sia del capoluogo che della provincia.

Sito web:www.icarrabbari.com/

Autore : tdp/ Silvia Marano e Fabrizia Berlingieri