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La “storia” di un’azienda, la Cantina Giardino

Categoria Aziende Data: 28-10-2011
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 Quella che segue,  più che la scheda di un’azienda produttrice di vini,  è la storia appassionata della vita di alcune persone, incontrate per caso nel territorio di Ariano Irpino, è una di quelle storie affascinanti che rivelano amore e attaccamento alla propria terra, alle proprie origini, nonostante le difficoltà e le durezze che l’Irpinia presenta. Il motivo per cui si sceglie di descrivere l’azienda “Cantina Giardino”, al di là dei prodotti commercializzati e della metodologia produttiva impiegata, coincide proprio con la storia che Daniela de Gruttola, una socia di Cantina Giardino, racconta e cioè con il voler narrare storie di chi, con impegno,  è riuscito a fare di una passione il proprio lavoro.

E’ una storia che parte con l’amicizia, persone che per varie ragioni di studio e di lavoro erano state lontane dal proprio paesino dell’Irpina, e che solo poi, le coincidenze della vita avevano spinto a rientrare, una storia che può coincidere con molte altre della provincia irpina, ma che poi si distingue e diventa un po’ speciale.Persone dunque che uscivano insieme, che si influenzavano nei propri interessi e a cui non bastava più fare la chiacchierata nel solito bar, amici a cui piaceva la tavola e il vino e che con piacere investivano i propri danari nell’acquisto di vini e che nei loro viaggi includevano sempre più spesso la sosta ad una o più cantine.Già nel 1997 alcuni di loro cominciarono a produrre vino e la cosa era così “simpatica” che il luogo dove lo si faceva si sostituì presto a quel bar e diventò il punto di ritrovo di molti.Come spesso accade, c’è sempre qualche anima trainante e qualche altro che da certezze, nel caso di “Cantina Giardino”, un socio, una persona del gruppo, è un enologo, sebbene non ami definirsi tale, giacchè la filosofia di produzione va praticamente contro molte pratiche enologiche diffuse.L’idea forza di Cantina Giardino è quella di produrre "vini naturali", termine non approvato da molti, poichè si ritiene che il vino naturale non possa esistere, tuttavia un vino che viene prodotto da uve biologiche o biodinamiche a cui non viene aggiunto nulla, e talvolta nemmeno la solforosa, non ha una definizione precisa nel mondo del vino, ma certamente si accosta molto al concetto di “naturalità” a cui si ispira.Cantina Giardino nasce dunque nel 2003 producendo da subito vini senza aggiunte, provenienti da uve sane, cioè cresciute senza l’ausilio di prodotti di sintesi nel vigneto, prelevate esclusivamente in vigneti molto vecchi, dai 70 anni in poi per i rossi, e dai 40 anni per i bianchi.La scelta della vigna vecchia gestita con il tradizionale sistema della raggiera avellinese ha diverse motivazioni, innanzitutto i vigneti vecchi riescono ad affrontare meglio le annate difficili, che siano siccitose o  piovose, inoltre l’età delle vigne garantisce cloni irpini più interessanti di quelli utilizzati per i nuovi impianti.In una vigna vecchia ogni pianta è un individuo a sè con il proprio corredo genetico, che porta dentro di sè la memoria del tempo, la saggezza e che ha in qualche modo un’anima. Nei nuovi impianti, invece, sono pochissimi i cloni utilizzati, per anni ad esempio i cloni dell’aglianico d’irpinia sono stati solo tre e questi si sono ripetuti negli impianti di ogni zona di Irpinia andando a sostituire i vecchi vigneti sradicati con escavatori poichè quello è l’unico modo per eliminare piante con radici lunghissime.

Radici tortuose che grazie alla loro lunghezza hanno attraversato tutti gli strati di un terreno fino a toccare la roccia madre da cui hanno potuto prendere quelle caratteristiche di mineralità poi riscontrate nei vini.“Cantina Giardino” nasce anche per questo, perchè era troppo comune vedere quegli escavatori e troppo facile scegliere di espiantare, poiché i mezzi meccanici erano adatti solo ad altre forme di allevamento (e qui si chiede Daniela come mai in Italia molti contadini si sentono tali solo in sella a macchine sempre più potenti e più pesanti).Con orgoglio i soci dell’azienda si sono resi conto di come i vecchi vigneti diano alla luce vini più interessanti e se vogliamo più sani.

Il vino in generale contiene resvetrarolo, un antiossidante utile per prevenire i problemi cardiaci, e se bere vino quotidianamente è anche una scelta naturale, bere vino prodotto da vigne vecchie lo è ancora di più, poiché esse contengono molto più resvetrarolo.

In cantina, il processo di vinificazione è ancora più semplice: niente lieviti selezionati, nessuna chiarifica, nessuna filtrazione, se l’annata dona un’uva particolarmente sana nessuna aggiunta di solforosa.

Per ogni vino le tecniche di vinificazione differiscono, per tutti c’è una macerazione, i bianchi 4 giorni e i rossi dai 30 giorni a salire a seconda dell’annata. I legni utilizzati in cantina sono i più diversi, dal tradizionale castagno, al rovere, all’acacia, al gelso. Per alcuni vini come il Sophia e il Clown Oenologue le vinificazioni avvengono in orci di terracotta, fabbricati nel territorio e le macerazioni raggiungono tempi davvero lunghi, fino ad un anno. Per tutti i prodotti le temperature non sono controllate, la pressatura avviene con torchio manuale e i prodotti vengono commercializzati tenendo conto dei tempi necessari all’affinamento.

L’altra interessante storia dell’azienda è relativa alla commercializzazione;  infatti, Cantina Giardino esporta il 90% della produzione all’Estero: in Giappone, negli USA, in Australia e in alcuni Paesi europei. L’attenzione ai prodotti sani è diventata molto alta negli ultimi anni e la scelta di non utilizzare chimica né in vigneto né in cantina è stata premiata.

Da un anno alcuni soci sono riusciti ad acquistare un vigneto del 1920 e la storia di questa cantina continua con maggior entusiasmo.

L’enologo è Antonio di Gruttola. I soci: Daniela De Gruttola, Davide De Gruttola, Pasquale Giardino, Antonio Corsano, Nadia di Gruttola.

www.cantinagiardino.com

Autore : Silvia Marano\TdP Territori di Progetto