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Mario Monti e l'ottimismo

Categoria Notizie Data: 20-08-2012
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 E’ un Mario Monti (moderatamente) ottimista, quello visto ieri al meeting annuale di CL. Il professore, tradizionalmente poco incline a lasciar trapelare sensazioni personali, ha accennato che il momento in cui usciremo dalla crisi è "un momento che per certi versi vedo avvicinarsi". Previsione facile (può davvero andare peggio di così?) o uso sagace di un proscenio simil-politico? 

Il premier ha ricordato che il governo è stato costretto ad intervenire in molti campi, dall’istruzione al mercato del lavoro alle misure per la giovane imprenditoria, per sottolineare la gravosità del compito cui è stato chiamato: riformare per davvero un paese che si è accorto troppo tardi di essere completamente fermo


Ma per non parlare solo di se’, il senatore Monti ha ricordato il "miracolo" di vedersi sostenuto da forze politiche che fino a poco fa dedicavano gran parte delle risorse a combattersi e ora sono unite per appoggiare il governo "tecnico". 
Nel momento delle difficoltà estreme, pare di capire, gli italiani si uniscono per andare insieme verso l’obiettivo comune. E’ quello che abbiamo visto in quest’estate sportiva, con europei di calcio e giochi olimpici, quando all’improvviso ci si ricorda di essere Paese e Stato senza quasi riuscire a diventare comunità. E si finisce per combattere lo spread con il calcio (quanti hanno avuto un moto d’orgoglio contro la Merkel dopo la vittoria contro la Germania?) e confondere la crescita con la classifica. 


Con realismo, Monti ha sostenuto che ci vorrà del tempo prima che tutte le riforme attuate diano frutti concreti. Si è detto solo deluso dallo spread, si aspettava che i tassi d’interesse calassero di più e prima, ha sostenuto. 


Andrà davvero così? Non possiamo fare altro che attendere i risultati finali, ottimisti noi come i tifosi di una volta, incollati alle radio e capaci solo di tifare e sperare. 

Autore : Andrea Martire