Unione europea: iniziativa per ridurre le minacce per le api
Categoria Notizie Data: 22-02-2012
La morte improvvisa e diffusa delle popolazioni di api in Europa e in tutto il mondo è uno dei misteri più sconcertanti ambientali di questo secolo. Nel 2007, intere colonie di api hanno cominciato a sparire bruscamente, in primo luogo negli Stati Uniti e poi in Europa.
La comunità internazionale rimane perplessa di fronte a queste perdite, battezzate come “Colony Collapse Disorder”. Con numeri impressionanti: circa la metà delle api è scomparsa in Francia e circa un quarto in Germania. Preoccupata per i danni a lungo termine alle forniture alimentari e per l’ambiente, l’Unione europea sta prendendo iniziative per evitare l’aggravarsi della crisi.
Ad esempio, nel novembre 2011 il Parlamento europeo ha votato un documento che chiede un’azione più incisiva per proteggere le api e prevede finanziamenti per la ricerca, etichette più trasparenti per l’indicazione dei pesticidi, nonché discutibili incentivi per le aziende farmaceutiche per sviluppare farmaci finalizzati a curare le malattie delle api.
Tra le iniziative finanziate dall’Unione europea, è attualmente in corso “Bee Doc”, una collaborazione di undici università che lavorano per diagnosticare e prevenire le malattie delle api e per sviluppare trattamenti in grado di combattere parassiti e malattie. Ricerche che, per fortuna, si affidano meno alle sostanze chimiche. Inoltre, l’Unione europea promuove il progetto “Step” (Stato e tendenze di impollinatori europei), un’ampia iniziativa che sta esaminando le minacce per le api selvatiche, anche lo stato di colture e fiori selvatici.
Per l’Europa, la crisi ha enormi implicazioni finanziarie e ambientali. Si stima che i tre quarti della produzione alimentare del continente e ben l’84 per cento delle specie vegetali dipendono dall’impollinazione delle api. Ogni anno l’Unione europea produce circa 200mila tonnellate di miele.
Gli insetti impollinatori in Europa offrono, con il proprio “lavoro”, un contributo valutabile in oltre 14,2 miliardi di euro. Ma nei nostri campi ci sono per lo più impollinatori selvatici, come i bombi e le sirfidi, e non le api, che forniscono la maggior parte dei servizi di impollinazione per l’agricoltura europea.
Dopo anni di speculazioni, le spiegazioni possibili per “Colony Collapse Disorder” stanno cominciando ad emergere. Nel 2011, i ricercatori francesi hanno scoperto che le api infette sono vittime di effetti combinati di parassiti, virus e funghi.
L’inglese Jane Moseley, segretario generale della British Association Apicoltori, produttore con 180mila api, spiega come in questo lavoro le minacce siano numerose a causa di parassiti e di malattie.
Si vive in un costante “allarme rosso”. E invita anche la gente comune a offrire il proprio contributo: ad esempio piantando fiori ricchi di nettare e polline sul balcone.
Autore : Giampiero Castellotti


