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28 febbraio 2019
Repower partner della Triennale di Milano

Sempre maggiore attenzione al design come chiave per interpretare la sostenibilità. 

Repower al fianco di Triennale per il quinto anno consecutivo per sostenere il design e la sostenibilità: il gruppo energetico leader nell’innovazione e nel service design è orgogliosamente partner della XXII Triennale di Milano, l’appuntamento più importante a livello internazionale dedicato al design, all’architettura e all’arte che animerà la città di Milano dal 1° marzo al 1° settembre 2019.

“Broken Nature. Design Takes on Human Survival”: un tema molto vicino ai valori e all’identità di Repower, che da sempre fa della sostenibilità, dell’innovazione e dell’attenzione al design i capisaldi della propria filosofia aziendale.

Repower sostiene una delle quattro opere commissionate dalla XXII Triennale di Milano: “The Room of Change” dello studio Accurat, un lavoro di “data visualization”, in cui l’artista interpreta il concetto di tempo attraverso i dati. Con il suo stile inconfondibile, la parete dell’Impluvium diventerà un arazzo impreziosito da linee sottili composte dall’unione di numeri che rappresentano ognuno un momento del passato: i concetti di cambiamento, evoluzione e futuro sono alla base della genesi dell’opera di Giorgia Lupi, Partner e Design Director di Accurat.

Repower sostiene Triennale attraverso il Progetto Homo Mobilis, lo spazio digitale dedicato al confronto sui grandi temi legati al futuro della mobilità, e con la presenza di alcune soluzioni per la mobilità sostenibile, fortemente legate al mondo del design. Di fronte all’ingresso di Triennale è possibile usare liberamente le due PALINA, per la ricarica dei veicoli elettrici, e E-LOUNGE, la panchina per le bicilette a pedalata assistita. In questa versione E-LOUNGE, disegnata dallo Studio Antonio Lanzillo&Partners, si caratterizza per i materiali, molto coerenti rispetto al contesto urbano di riferimento.

Inoltre, la presenza di Repower è visibile anche negli spazi di ingresso di Triennale, con i cinque grandi schermi sopra le biglietterie che rilanciano tre domande, interrogativi chiave sul concetto di mobilità contemporanea. Queste domande, illustrate da Michele Tranquillini, trovano una prima risposta digitale, tra le tante ipotizzabili, sul sito di Repower.

“Per Repower la XXII Triennale di Milano rappresenta un invito a ripensare il rapporto tra uomo e natura. Il concetto stesso di design, raccontato nella sua veste più alta in questo grande evento di respiro internazionale, può giocare un ruolo chiave nel dibattito pubblico. Repower cerca di contribuire a questa riflessione attraverso la sua storia e quindi la sua identità, attraverso progetti concreti come le soluzioni sviluppate per la mobilità elettrica e Homo Mobilis, lo spazio creato per confrontarci sul concetto stesso di mobilità contemporanea” ha commentato Fabio Bocchiola, AD di Repower Italia. “Il ruolo di un’azienda come Repower è anche questo: supportare quelle espressioni d’arte che contribuiscono ad una crescente consapevolezza su temi tanto importanti come quelli raccontati in Broken Nature”.

“Per The Room of Change abbiamo creato un arazzo artigianale di dati che illustra come numerosi aspetti del nostro ambiente si siano evoluti nei secoli scorsi, come si stiano ancora evolvendo e come continueranno probabilmente ad evolvere, affrontando molti dei temi presenti all’esposizione” ha dichiarato Giorgia Lupi, Design Director at Accurat. “Gran parte dei cambiamenti da noi vissuti ci vengono mostrati da lontano e dall’alto. A prima vista, un visitatore potrebbe anche non rendersi conto che i dati costituiscono il principio organizzatore del motivo. The Room of Change, invece, è stato concepito come una carta da pareti animata da dati che crea un motivo visivo di trasformazione graduale svelando l’importanza di un’interazione costante tra diverse scale e dimensioni nella valutazione dei cambiamenti e illustrando l’evoluzione di molti temi ricorrenti della mostra. Ciascuna componente visiva che definisce il motivo rappresenta un tema, e ciascuna sezione verticale della parete diventa l’immagine di un momento preciso cristallizzato nel tempo.”

 

Autore: Redazione,
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