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03 ottobre 2016
La produzione di cibo minaccia l'ambiente

E' lo studio del Barilla Center for Food & Nutrition presentato la settimana scorsa al Salone del Gusto a Torino. Proteine animali sotto accusa, si elogia la Dieta Mediterranea. 

Nel corso dell’ultimo Salone del Gusto, la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) ha presentato la seconda edizione di “Eating Planet. Cibo e sostenibilità: costruire il nostro futuro”. I contenuti sorprendono pouiché individuano nel cibo una delle maggiori cause del cambiamento climatico.

Per il 31% le emissioni di CO2 prodotte a livello globale sarebbero infatti imputabili alla produzione di cibo. Riscaldamento e trasporti inaspettatamente vengono dopo: il primo con un 23,6%, il secondo con “solo” un 18,5%.  E’ la conferma del fatto che la scelta di cosa mettere nei nostri piatti ha un ruolo fondamentale nella salvaguardia del pianeta. Ecco che è stato sviluppato il modello della doppia piramide alimentare e ambientale, modello che promuove la Dieta Mediterranea e ne dimostra i benefici per la salute dell’uomo e dell’ambiente, e che può diventare uno dei primi passi da compiere nel cammino per la salvaguardia del pianeta e della salute.

Ritorna quindi a farsi sentire la necessità di una rivoluzione dei nostri stili alimentari: perché ci sia cibo a sufficienza per tutti anche nel 2050, quando saremo in 9 miliardi e mezzo ad abitare questo Pianeta, tutti dovrebbero ridurre il proprio consumo settimanale di proteine animali. Se ciascuno arrivasse ad un massimo di 2 volte a settimana, si potrebbero risparmiare fino 2.300 g di CO2 al giorno, 750 kg pro capite l’anno.

Al contrario la produzione agricola dovrà aumentare del 70%, anche in relazione al fatto che legumi e cereali dovranno sostituire la carne. Avremo però a che fare con un suolo compromesso, sempre meno fertile. Ciò nonostante gli sprechi sono ancora inaccettabili: ben il 40% del cibo viene perso durante le filiere di produzione e lavorazione. Tutto questo ha pesanti conseguenze sulla salute del Pianeta, ma anche su quella delle persone.

La Dieta Mediterranea viene proposta come modello di salute e sostenibilità, ma dobbiamo riavvicinarci a questo stile di vita che negli ultimi anni, anche in Italia, è stato un po’ abbandonato a favore di un’alimentazione troppo ricca di proteine animali e grassi.

E le conseguenze già si vedono: oggi in Italia 2 adolescenti su 10 sono in sovrappeso. Abbiamo uno dei tassi di obesità infantile tra i più alti d’Europa. Anche l’attività fisica viene messa in secondo piano: solo 3 adulti su 10 in Italia praticano regolarmente sport. Questo determina un aumento dei casi di diabete, di patologie cardiache e malattie croniche.

Autore: Redazione,
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