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17 luglio 2015
Il progetto Aforil 2

Gli obiettivi generali del progetto, di cui Uci - unione coltivatori italiani è soggetto attuatore in Sardegna, trovano la loro giustificazione nella convinzione che per la riuscita dell’integrazione occorra che gli immigrati abbiano la possibilità di poter esercitare in modo consono e professionale le mansioni per le quali vengono chiamati al lavoro. 

Il progetto “Formazione prepartenza per immigrati lavoratori in agricoltura" (Aforil 2) è un programma pilota comunitario che ha l’obiettivo di intervenire sui flussi migratori, in partenza dalle coste del nord Africa con destinazione Italia ed Europa.

Gli obiettivi generali del progetto trovano la loro giustificazione nella convinzione che per la riuscita dell’integrazione occorra che gli immigrati abbiano la possibilità di poter esercitare in modo consono e professionale le mansioni per le quali vengono chiamati al lavoro in Italia, consapevoli altresì dei loro diritti e doveri fondamentali.

Il percorso previsto da Aforil2 è di carattere formativo, incentrato sulle competenze necessarie ad operare nel comparto agricolo, agroalimentare e della pesca da destinare ai cittadini di Tunisia, Algeria e Egitto che intendono raggiungere il nostro Paese per lavorare a tempo determinato o stagionale in tali settori.

Sardegna, Lazio e Umbria sono le tre regioni individuate per far partire tali progetti, realizzati in collaborazione tra il ministero delle Politiche agricole e il ministero dell’Interno.

Il progetto Aforil 2 è stato presentato dal ministero delle Politiche agricole nell’ambito del Programma Annuale 2013 - Priorità 1 “Attuazione di azioni destinate ad applicare i principi fondamentali comuni della politica di integrazione degli immigrati nell'Unione europea” - Azione 1 – Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi (FEI) che intende continuare a sostenere programmi di formazione linguistici e professionali da avviare in Marocco, Tunisia e Senegal e concludere in Italia al fine di arginare il fenomeno dell’irregolarità del lavoro nel settore agricolo, agroalimentare e della pesca.

Nel dettaglio, il progetto Aforil 2, come precisa l’allegato tecnico, intende:

a) promuovere percorsi di stabilizzazione con riguardo alla crescita professionale dei cittadini di Paesi Terzi e in particolare del Marocco, Senegal e Tunisia, attraverso azioni formative e informative a carattere sperimentale;

b) sostenere il processo di integrazione socio-professionale di cittadini di Paesi Terzi attraverso la valorizzazione e il potenziamento delle competenze informali e professionali acquisite;

c) favorire il processo di integrazione socio-culturale dei cittadini di Paesi Terzi, nonché la cooperazione transfrontaliera e la creazione di partenariati opportunamente orientati da organizzazioni di categoria ben radicate nel territorio italiano.

Il raggiungimento degli obiettivi generali del progetto avviene attraverso la realizzazione di attività finalizzate a:

• fornire ai destinatari il know how relativo alle conoscenze , abilità e competenze inerenti le mansioni e i ruoli da ricoprire presso aziende del comparto agricolo e/o agroindustriale in relazione a richieste basate su esigenze concrete e reali; gli strumenti legislativi, linguistici e di sicurezza sul lavoro;

• consentire alle imprese italiane di avviare un processo razionale e tracciabile di chiamata al lavoro stagionale sia di nuovi immigrati che di immigrati che abbiano già fornito manodopera;

• attivare un processo di interazione fra istituzioni governative dei Paesi coinvolti nel presente progetto, al fine di assicurare la mobilità circolare dei lavoratori stranieri interessati al lavoro stagionale nel settore agricolo e agroindustriale;

• promuovere nel soggetto immigrato la conoscenza dei propri diritti/doveri di cittadino nel paese ospitante;

• favorire e rafforzare una forma innovativa di governance dell’immigrazione sostenibile tra gli attori coinvolti.

In coerenza con i suddetti obiettivi i principali i risultati attesi dal progetto sono:

a) ingresso in Italia dei cittadini di Paesi Terzi formati nel paese di origine;

b) assunzione a tempo determinato e/o stagionale da parte delle aziende italiane selezionate dei lavoratori immigrati formati per almeno un mese;

c) ritorno nel paese di origine dei cittadini di Paesi Terzi coinvolti nel progetto;

d) creazione di una rete internazionale fra attori coinvolti nel progetto in un’ottica di cooperazione transfrontaliera in tema di immigrazione sostenibile.

In Sardegna i soggetti attuatori del programma sono Uci-Unione coltivatori italiani e Isiamed. Sono stati oltre un centinaio i migranti ospitati nell’estate 2015 presso numerose aziende agricole di tutta la regione.

 

 

 

 

 

 

Autore: Redazione,
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