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08 maggio 2020
Agricoltura italiana nella morsa della siccità

Le recenti piogge non sono basate a recuperare il deficit idrico della Penisola, Anzi hanno acuito le differenze fra le varie regioni. In particolare sofferenza il Po e le campagne calabresi

L’Osservatorio Anbi (Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e la tutela del territorio della acque irrigue) sullo Stato delle Risorse Idriche dipinge un quadro piuttosto scomposto. Quello che accade è che le piogge, accompagnate dallo scioglimento delle nevi in quota, non sono cadute in maniera omogenea su tutta l'Italia, ed hanno accentuato le differenze idrologiche fra le varie regioni in una stagione che si presenta complessa.

La situazione è molto difficile per i principali fiumi dell’Emilia Romagna: Savio, Taro e Trebbia sono parecchio sotto la media storica; il Secchia è vicino al minimo storico (attuale portata: circa 3 metri cubi al secondo; l’anno scorso: mc/sec 36,35!).

Gli studiosi individuano come necessario un Piano Nazionale Invasi, fatto anche di bacini di laminazione per rallentare le piene, trattenendo acque per utilizzarle nei momenti di bisogno.

Po e laghi a secco

Non va meglio per il Po che perde potenza man mano che si avvicina alla foce, segnando un deficit di oltre 720 metri cubi al secondo, rispetto a 12 mesi fa, al rilevamento ferrarese di Pontelagoscuro.

Per quanto riguarda i grandi laghi del Nord, il lago di Como (riempimento: 43,5%) è pressoché rientrato in media e a beneficiarne è soprattutto il fiume Adda, tornato alle portate stagionali. Ancora sotto media il lago Maggiore (riempimento: 61,6%), mentre si abbassa il livello del lago di Garda (riempimento: 82,9%); abbondantemente sopra media si posiziona, infine, il lago d’Iseo (riempimento: 85%).

Centro e Sud, che situazione c’è?

In Centro Italia continua a migliorare la situazione del lago di Bracciano, nel Lazio, mentre si mantengono su livelli superiori all’anno scorso gli invasi della Sardegna (ad oltre l’88% della capacità complessiva); i bacini marchigiani si mantengono sui livelli dello scorso anno, comunque i più bassi del recente quinquennio.

In Puglia, pur essendo leggermente migliorata la situazione negli invasi, si accentua il deficit rispetto allo scorso (–122 milioni di metri cubi), obbligando ad un’irrigazione razionata e senza sicurezza di continuità.

Migliora decisamente, invece, lo stato delle risorse idriche in Basilicata, le cui disponibilità, pur rimanendo deficitarie rispetto al 2019, sono aumentate di quasi 9 milioni di metri cubi in una sola settimana.

In tali condizioni la stagione agricola 2020 nel Sud Italia è affidata soprattutto all’andamento meteorologico, nonostante lo sviluppo, in anni recenti, di sistemi irrigui sempre più efficienti.

AUTORE: Redazione,
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