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23 luglio 2021
Frumento tenero, produzione nazionale in crescita ma sempre deficitaria

Copriamo solo il 35% della domanda. Il mercato internazionale è agitato ed incerto a causa del fornte nord amerciano si temono rincari di prodotto

Italmopa, associazione Industriali Mugnai d’Italia aderente a Confindustria, ha reso pubblici i risultati del monitoraggio annuale sul frumento tenero. I dati erano fortemente attesi, poichè Italmopa rappresenta un settore leader nell’Ue con oltre 11 milioni di tonnellate di materia prima annualmente trasformate per la produzione di farine e semole, che vengono poi destinate a prodotti simbolo del “Made in Italy” alimentare come ad esempio pane, pizza, prodotti dolciari, pasta.

Nonostante la riduzione delle superfici coltivate che, per la prima volta negli ultimi 100 anni, dovrebbero posizionarsi al di sotto di 500.000 ettari, la produzione nazionale 2021 di frumento tenero potrebbe risultare in leggero incremento percentuale, circa il 4% in più, rispetto ai volumi del 2020 e situarsi così intorno ai 2,8 milioni di tonnellate. 

La situazione a livello regionale è molto disomogenea: abbiamo riscontrato sofferenze significative in alcuni areali produttivi mentre altri, quali quelli dell’Emilia-Romagna, la principale Regione di produzione del frumento tenero in Italia, hanno registrato risultati particolarmente positivi”, le parole di Andrea Valente, Presidente della sezione Molini a frumento tenero Italmopa. “Tuttavia ricordiamo che la produzione nazionale di frumento tenero è largamente deficitaria e copre poco più del 35% del fabbisogno nazionale. Le importazioni restano pertanto un elemento imprescindibile per garantire la continuità del nostro approvvigionamento”.

E di che qualità è il prodotto nazionale? Secondo Italmopa è soddisfacente, per quanto si registrino, differenze, talvolta sostanziali, tra le varie zone di produzione.

Ma il mercato è sempre caratterizzato da una certa volatilità. Il quadro produttivo internazionale presenta elementi di grande incertezza, riguardanti la produzione mondiale di mais, e le flessioni, delle produzioni in Nord America dovute alla siccità che imperversa in quelle zone lascia supporre forti aumenti delle quotazioni dei frumenti proteici di alta qualità,  largamente utilizzati dai molini italiani.

AUTORE: Redazione,
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