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23 marzo 2011

Il bosco del Sud, la Sila

E' anche il primo parco nazionale della Calabria, tra i primi 5 nati in Italia; ed è anche il più grande altopiano d'Europa.

La Sila, con i suoi 150.000 ettari, è il più grande altopiano d'Europa. Occupa l'area settentrionale della Calabria e si estende attraverso le province di Catanzaro, Crotone e Cosenza. In esso si riconoscono tre grandi territori (da nord a sud): la Sila Greca, la Sila Grande e la Sila Piccola. E' anche il primo parco nazionale della Calabria, tra i primi 5 nati in Italia: con D.P.R. 14.11.2002 vennero istituiti il Parco Nazionale della Sila ed il relativo Ente, che ricomprende i territori già ricadenti nello storico Parco Nazionale della Calabria.

Questa rubrica dedicata ai territori italiani vogliamo inaugurarla con la porzione meridionale dell'Altopiano Silano: la Sila Piccola. Compresa in prevalenza nella provincia di Catanzaro e in parte anche nella provincia di Crotone, si presenta come un'area caratterizzata da catene montuose formate da rilievi per lo più tondeggianti e poco elevati coperti di alberi fin sulla vetta. Affascinante e suggestiva fra le sue numerose valli fluviali tra le più incontaminate, come quella del torrente Soleo e quella del fiume Tacina, caratterizzata da ampie vallate e vegetazione rigogliosa. L'estesa piana di Sant'Eufemia, che si affaccia sull'omonimo golfo del Mar Tirreno, costituisce l'ideale congiunzione fra la Sila e il mare. La storia della Sila fin dall'antichità è collegata allo sfruttamento delle risorse boschive. Per i romani essa era la selva (da cui, appunto il nome: silva = sila) per l'eccellenza che forniva il legname per la costruzione di navi leggere. Sin dal XVI sec.nessuna autorità si occupava organicamente del regime giuridico da conferire alla Sila. Qualche timido tentativo si ebbe in periodo normanno prima e sotto il regno di re Raberto d'Angiò dopo. Questi tentativi, di dare alla Sila un regime giuridico, vennero resi vani, dalla politica dissennata degli Aragonesi. Questo portò, nel corso dei secoli, a spezzettare il territorio dell'altopiano fra diversi proprietari. La mancanza di strade unita alla vastità del territorio e alla grandiosa estensione dei boschi, fu rifugio preferito di briganti e fuorilegge. Tutto ciò fece si che molti privati usurpassero e sfruttassero vaste estensioni di territorio a cui si diede il nome di difese. Nel corso del XVII sec. per mezzo di una transazione con lo stato e previo il pagamento di somme irrisorie, molte di queste difese divennero proprietà  private accrescendo in tal modo lo sfruttamento e la distruzione incontrollata della foresta e delle sue risorse. Purtroppo anche le foreste della Sila all'inizio del XX secolo furono oggetto di autentiche spogliazioni e che perciò il loro aspetto attuale, pur imponente, ricorda solo da lontano quello maestoso che doveva essere un tempo.

Rispetto alla Sila grande quest'area presenta un clima più rigido, con piogge più abbondanti precipitazione nevose che in alcuni casi possono superare i due metri di altezza. Nell'area ricadente nel comune di Taverna, vengono individuata tre diverse aree biogenetiche: Villaggio Mancuso, Cuturelle e Gariglione. Il patrimonio botanico è comunque di tutto rispetto anche nell'abbondanza: dalla vegetazione di macchia mediterranea ai fitti boschi di conifere, che ricordano quelli dei paesaggi nordici, alle distese di castagno misto a ontano e a frassino. Al di sopra dei 1100 mt, poi, la Sila Piccola è impreziosita dai boschi di Pino laricio e, a quote più elevate, da Faggi, talvolta conviventi con l'Abete bianco, come accade sul massiccio del Gariglione. Sia nelle zone disboscate e destinate al pascolo sia in quelle più verdi abbondano le varietà  floreali che in primavera all'epoca della fioritura, offrono uno spettacolo di rara bellezza.

Gli animali che popolano la Sila piccola costituiscono la fauna tipica del territorio appenninico: lupi (con l'interessante razza locale il "Lupo silano"), volpi, lepri, scoiattoli, cinghiali e caprioli. Interessante, inoltre, la presenza della Poiana, della Cornacchia grigia, del Picchio nero e del Falco pellegrino. In questa zona va comunque sottolineata la presenza di una riserva per l'allevamento dei cervi,specie quasi scomparsa nel resto del territorio Silano.La Sila Piccola è meta di turismo durante tutto il corso dell'anno. In inverno si può praticare lo sci alpino o di, negli altri periodi dell'anno, nelle medesime località  è invece possibile compiere dalle semplici e rilassanti passeggiate fino a più impegnative escursioni a piedi o a cavallo o, ancora, in mountain-bike lungo gli itinerari opportunamente predisposti e allestiti dalla locale Guardia del Corpo Forestale. Nella zona più orientale della Sila piccola tutta la tradizione calabrese è rappresentata dalle aziende artigianali per la lavorazione del ferro, nonchè per la tessitura con telai a mano di tipici scialli da donna (vacali) o di arazzi. Aziende di ovini, bovini e suini offrono latte e derivati (soprattutto provole), e, ultima ma di tutt'altro che esiguo interesse, la rinomata soppressata (subressata) di ottima qualità, uno speciale insaccato di carne di maiale piccante. Per gli amanti della canoa e del windsurf, infine, si presta l'incantevole cornice del lago Ampollino, immerso nel verde intenso delle conifere. Alle pendici del Villaggio Racisi il paesaggio è reso più suggestivo dal lago artificiale Passante, incantevolmente illuminato dal tramonto.

AUTORE: Redazione,
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