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09 settembre 2015
Il valore della filiera cibo

Votare con il portafoglio per scegliere responsabilmente le aziende agroalimentari italiane - l'iniziativa di NeXt, la rete etica di cui l'Uci è socio fondatore. 

  • Cosa

    Uno strumento di Autovalutazione Partecipata. NeXt insieme a Oxfam Italia propone alle aziende agroalimentari italiane un nuovo strumento per dialogare con i propri fornitori e consumatori attraverso un’autovalutazione partecipata sul controllo etico della propria filiera di produzione.

    Adattando il metodo di analisi sviluppato da Oxfam nella propria campagna internazionale “Scopri il Marchio”, NeXT e Oxfam Italia hanno definito uno strumento di autovalutazione per aziende alimentari di medio-grandi dimensioni che siano desiderose di migliorare i propri standard di sostenibilità sociale e ambientale lungo la propria filiera di approvvigionamento agricolo.

    Alcuni tra i marchi italiani più importanti dell'agroalimentare vengono così sfidati a mettersi in gioco davanti al parterre più esigente: i propri consumatori.

    Chi

    Per le aziende dell’agroalimentare italiane di medie dimensioni. A ciascuna azienda viene proposto un questionario di autovalutazione per verificare quale sia il grado di sostenibilità sociale e ambientale già raggiunto lungo la propria filiera di approvvigionamento agricolo e quali miglioramenti ci sono ancora da fare, consapevoli che la “sostenibilità” non è un “dato” che si raggiunge una volta per sempre, ma è un processo in divenire che nasce dal dialogo e dal confronto con cittadini, lavoratori e fornitori e si modifica nel tempo.

    Spesso le valutazioni e certificazioni sono un costo aggiuntivo troppo elevato per le piccole e medie imprese e il settore agroalimentare deve già sottostare a numerosi protocolli standardizzati. Lo strumento dell’autovalutazione che qui si propone suggerisce un altro approccio: mette in campo l'azione dei cittadini attivi che tramite social network e web possono valutare la sostenibilità aziendale e confutare o avvallare le autovalutazioni effettuate dalle imprese agroalimentari.
     

    Come

    Promuovendo il dialogo e il confronto reciproco cittadino-impresa. Produrre cibo giusto, nel rispetto dei diritti e dell’ambiente, vuol dire assicurare equità e sostenibilità non solo del prodotto (es. prezzo, etichettatura, provenienza delle materie prime) ma anche del processo di produzione (es. rispetto delle diversità di genere, retribuzioni appropriate, buona gestione delle risorse naturali).

    Queste buone pratiche di dialogo rendono il cittadino più consapevole del prodotto che sta acquistando. L’azienda a sua volta è incentivata a percorrere una strada verso la sostenibilità che piace e dà buoni frutti.
     

Dossier Il valore della filiera del Cibo

Analisi di Barilla e Ferrero e Autovalutazione Partecipata

Il valore del “cibo made in Italy”, fiore all’occhiello dell’economia nazionale e carattere distintivo della cultura italiana nel mondo può essere stimato anche andando oltre la dimensione nutrizionale e qualitativa.

Con questo rapporto, pubblicato nell’anno in cui l’Italia ospita Expo sul tema “Feeding the Planet, Energy for Life”, vogliamo indagare la sostenibilità sociale e ambientale delle filiere di approvvigionamento agricolo dell’industria dell’agroalimentare italiano, percorrendo a ritroso un percorso che si snoda tra rispetto per i diritti umani e rispetto per l’ambiente. Per scoprire cosa c’è dietro al cibo che consumiamo, quali modelli di produzione, quali storie umane e quali territori.

Questo rapporto analizza le due maggiori imprese italiane dell’agroalimentare – Barilla e Ferrero – secondo la metodologia Scopri il Marchio elaborata da Oxfam, e propone a tutte le altre maggiori aziende del settore una sfida: interrogarsi sulla sostenibilità delle proprie filiere per raggiungere standard sempre più elevati volti ad assicurare condizioni eque per i produttori, i lavoratori e le donne impiegate lungo la propria catena di fornitura e a gestire responsabilmente e sapientemente terra e acqua - preziose e sempre più scarse risorse naturali, investendo anche nella mitigazione e adattamento al cambiamento climatico.

Perché solo accettando questa sfida l’industria agroalimentare italiana potrà rispondere al meglio all’esigenza di ridefinire le regole di un sistema alimentare globale più equo e sostenibile per tutti, davvero capace di assicurare a tutti, nel mondo, accesso al cibo, oggi e in futuro. 

CASO BARILLA

La rappresentazione grafica dell’analisi svolta su Barilla evidenzia chiaramente che l’azienda ha già avviato un buon percorso di sostenibilità delle proprie politiche aziendali soprattutto in ambito ambientale per ciò che concerne la gestione delle risorse naturali (terra e acqua), con una particolare attenzione al tema del cambiamento climatico, mentre una maggiore focalizzazione sarà necessaria per proseguire o avviare un percorso di sostenibilità legato ai diritti dei produttori e lavoratori agricoli e all’inclusione e non discriminazione delle donne in agricoltura. 

 

CASO FERRERO

La rappresentazione grafica dell’analisi svolta su Ferrero evidenzia che l’azienda ha un percorso di sostenibilità avviato in tutte le sette aree tematiche di analisi di Scopri il Marchio. Particolarmente avanzate sono le aree più afferenti ai diritti umani, quindi le aree che riguardano i produttori e lavoratori della filiera di approvvigionamento agricolo del Gruppo Ferrero. Un’area invece criticamente scoperta nel percorso di sostenibilità intrapreso dall’azienda sembra essere l’area relativa alle questioni di genere che presuppone policy e azioni più mirate a supporto delle donne che sono occupate nella filiera agricola. In relazione a temi di sostenibilità ambientale, quali la gestione sostenibile di terra e acqua e le politiche di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, il Gruppo Ferrero ha un percorso avviato che speriamo possa nel tempo ampliarsi e consolidarsi per raggiungere standard ancora più elevati. 

 

   Allegato - Il Valore della filiera cibo.pdf

AUTORE: Redazione,
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