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26 novembre 2020
La sharing mobility sempre più diffusa in Italia

Nel 2020 i servizi di condivisione di mezzi di trasporto sono aumentati vertiginosamente con ben 11.549.750 iscritti alla sharing mobility, se si considerano anche i 5.475.000 iscritti al car e scooter pooling.

l modo di muoversi in città sta cambiando, anche grazie agli algoritmi predittivi che consentono (tra l'altro) di trovare il veicolo giusto nel posto giusto al momento giusto e (soprattutto) di garantire la maggior sicurezza per ciascun spostamento, attraverso il monitoraggio delle condizioni dei veicoli e degli stili di guida dei conducenti.

Ma come è cambiata la mobilità nell'ultimo anno? Ecco i numeri relativi al 2020 elaborati da GreenVulcano Technologies, basandosi sul Rapporto Nazionale dell’Osservatorio Sharing Mobility della «Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile» e sui dati diffusi dalle piattaforme che facilitano la condivisione di passaggi (ride sharing e pooling) sia in automobile che in scooter.

«I veicoli propriamente in sharing —escludendo quindi il pooling— in Italia sono oggi 80.423» le parole di Claudio Ortenzi, senior analyst di GreenVulcano Technologies, da anni player «B2B» dietro le quinte delle maggiori società di smart mobility, nonché uno dei laboratori di ricerca e sperimentazione più attivi del «made in Italy hi-tech» nei settori più svariati.

La flotta più consistente —al primo posto— rimane quella delle biciclette: 36.000 unità (di cui 5.413 bici elettriche) per complessivi 13 milioni di spostamenti nel 2020.

Ma il numero dei velocipedi è più o meno stabile da ormai 2 anni per cui il bike sharing verrà presto scalzato dai monopattini, il cui numero già ad oggi è salito a 27.150 unità, con un incremento del 554% rispetto al 2019, per complessivi 5 milioni di spostamenti contro i 3 milioni del 2019 ed i 989 mila del 2018.

In terza posizione troviamo le automobili che —sommando i veicoli free-floating che si prelevano e si lasciano ovunque e quelli station based che si prelevano e si lasciano in appositi spazi— sono 12.000, di cui 2.094 veicoli elettrici, con un incremento del 46% rispetto al 2019 e del 52% rispetto al 2018.

Gli scooter sono infine 5.273, la stragrande maggioranza dei quali (4.818) elettrici, con un numero di spostamenti anch'esso in crescita: 4 milioni contro 3 milioni del 2019 ed un milione del 2018.

Se consideriamo il numero degli iscritti abbiamo invece ancora al primo posto il car sharing con 3.565.750 iscritti (+48% rispetto al 2019), al secondo posto il bike sharing con 1.600.000 iscritti (+8% rispetto al 2019) ed in terza posizione lo scooter sharing con 609.000 iscritti (+45% rispetto al 2019).

Per ultimi i monopattini in condivisione con un numero di iscritti stimato in 300.000 persone. Ma il servizio è praticamente partito solo quest'anno e sta rapidamente scalando gli indici di gradimento degli italiani.

Se poi sommiamo anche i 5.475.000 di utenti del car pooling e del seppure ancora poco diffuso scooter pooling, arriviamo a sommare 11.549.750 iscritti alla mobilità condivisa: praticamente quasi un italiano su 5.

La sharing mobility è in crescita e fa da traino alla sharing economy italiana. Ciò che ha determinato il suo successo è certamente l'impiego della tecnologia e lo sviluppo di sistemi informatici realizzati ad hoc,—non solo per le autovetture e i motoveicoli, ma anche per i monopattini, le hoverboard, gli skateboard e le biciclette— tutto all'insegna di spostamenti sempre più ecologici, agili e silenziosi per agevolare il più possibile la vita di tantissimi italiani.

«Secondo i dati della Commissione europea, gli italiani rimangono bloccati nel traffico 38 ore ogni anno. Praticamente perdiamo una settimana di lavoro bloccati in coda, per non parlare dei livelli di inquinamento generati dai veicoli accesi in questo lasso di tempo. Eppure oggi basta un'app e in pochi tap è possibile avere a disposizione il mezzo più idoneo per raggiungere la destinazione desiderata nella maniera più efficiente possibile, saltando anche le code» commenta Marco D'Ambrosio, responsabile del business development di GreenVulcano Technologies.

AUTORE: Redazione,
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