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26 gennaio 2021
Pac post 2020, Italia preoccupata dalla gestione del rischio

Ribadita la necessità di rafforzare gli strumenti sulla gestione del rischio, soprattutto per i Paesi mediterranei che, più di altri, sono sottoposti alle conseguenze dei cambiamenti climatici. 

L’Agrifish tenutosi ieri in videoconferenza, sotto la guida portoghese, è stato l’occasione per una informativa sullo stato dell’arte dei triloghi avviati lo scorso 10 novembre sul pacchetto PAC (Politica Agricola Comune) post 2020.

Dopo 28 mesi di discussioni, che hanno coinvolto cinque presidenze, durante il Consiglio Agricoltura dello scorso 19-20 ottobre è stato approvato un “General Approach” sull’intero pacchetto a cui è seguita la votazione del Parlamento europeo nella plenaria del 19-23 ottobre. In vista dei triloghi programmati dalla presidenza portoghese sui tre regolamenti oggetto della riforma, al fine di raggiungere l’accordo definitivo prima dell’estate, gli Stati membri hanno per lo più chiesto di difendere i contenuti dell’intesa trovata in Consiglio.

E' stata anche affrontata, sia pur brevemente, anche la strategia Farm to Fork, alla luce delle raccomandazioni trasmesse dalla commissione per la redazione dei Piani Strategici. 

Tra i temi caldi l’architettura verde, argomento molto discusso in Consiglio. “L’Italia ne condivide pienamente gli obiettivi – le parole del Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – siamo però fortemente preoccupati per la complicazione ed i pesanti oneri burocratici. È necessaria, pertanto, la più ampia flessibilità nella scelta degli interventi da attuare nell’ambito del Piano Strategico nazionale, ancor più per una agricoltura regionalizzata come quella italiana”.

In tale occasione è stata ribadita la necessità di rafforzare gli strumenti sulla gestione del rischio, soprattutto per i Paesi mediterranei che, più di altri, sono sottoposti alle conseguenze dei cambiamenti climatici. È stata accolta la proposta di vincolare una piccola quota dei pagamenti diretti alla creazione di un fondo di mutualizzazione ma è necessario che raggiunga il 3%.

AUTORE: Redazione,
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