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10 giugno 2020
Tendenze, il lockdown ha accelerato il passaggio verso la smart life

Mobilità condivisa e sostenibile, app che informano sui flussi, telemedicina, tutte conquiste straordinariamente importanti ed ecosostenibili. 

Il lockdown ce lo ha reso ancora più evidente, se mai ce ne fosse stato il bisogno. Oggi dobbiamo essere in grado di pensare e di vivere in maniera smart, e ciò vale anche per quei settori che per loro natura sono meno flessibili. E’ il tempo della mobilità sostenibile, la sicurezza sanitaria con il diritto di muoversi sta generando un nuovo paradigma di mobilità sostenibile dai molteplici aspetti.

Servizi a chiamata, dispositivi in grado di mostrare il livello di affollamento dei mezzi, analisi dei flussi per l’efficientamento dell’offerta di mobilità, app per l’informazione real time agli utenti: sono alcuni degli strumenti che si avviano a giocare un ruolo cruciale in una Fase 3 che costringerà autorità e operatori del tpl (trasporto pubblico locale) a ricorrere sempre più a soluzioni innovative.

Ed è utile anche comparare tra loro le applicazioni più in uso in questo periodo come Moovit, app leader del settore rilevata di recente dal gruppo Intel per circa ­900 milioni di dollari, che lancia anche sul mercato italiano del trasporto pubblico locale i servizi a prenotazione già sperimentati con successo in numerosi Paesi del mondo. Moovit è tra i leader del panorama “mobility as a service” con oltre 800 milioni di utenti e servizi in 3.100 città in 102 paesi del mondo.

È pronto a ripartire il settore della mobilità condivisa che ha subìto un duro colpo dal Covid. I risultati dell’ultimo Osservatorio Sharing Mobility evidenziano che nelle settimane di lockdown in Italia la domanda è crollata del 70-80%.  Ma lo stesso Osservatorio riporta i dati del 2018 e fotografa un settore in grande fermento, con oltre 5 milioni di italiani che utilizzavano (e probabilmente riprenderanno a utilizzare nel medio termine) veicoli in condivisione. I numeri parlano di 8mila auto in car-sharing, 2.300 scooter (il 90% elettrici) e 36mila biciclette, con Milano capitale italiana della sharing mobility, seguita da Torino, Roma e Bologna, Cagliari e Palermo.

#andrannotuttinbici.

Ma l’Italia è anche pronta a cambiare mezzo: la bicicletta si candida a essere una delle grandi protagoniste della ripartenza.  L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sollecitato il ricorso a una mobilità più dolce e sostenibile nel post-Covid. E il Governo si è allineato dando un suo supporto a questa trasformazione nella politica pubblica dei trasporti. Da non trascurare l’incentivo fino a 500 euro per la copertura del 60% dell’acquisto di biciclette, e-bike e monopattini elettrici, limitato alle città con oltre 50mila abitanti, che rappresenta un potente supporto che non mancherà di agevolare un cambio di abitudini degli italiani, un popolo che a oggi utilizza la bici per meno del 4%, ben lontano dai Paesi del Nord Europa.

In sostanza, stiamo vivendo il cambiamento: dallo smartwoking al boom degli acquisti online, che ha creato nuove opportunità per produttori e distribuzione, creando una nuova consuetudine nei consumatori sempre più attratti dal vantaggio dell'economia dell'home delivery, dalla telemedicina all’uso di tutorial online per fitness, cura del verde o dei propri animali, fino alle visite virtuali in musei altrimenti sconosciuti, il lockdown ha accelerato un percorso ormai necessario.

AUTORE: Redazione,
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