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13 ottobre 2017
Agricoltura mondiale, è allarma concentrazioni

Ha molto a che fare con la democrazia e con i diritti, con variabili geopolitiche e con l'uso dell'acqua. E' il futuro, più o meno sostenibile, del cibo sul nostro pianeta. 

Alla vigilia della giornata mondiale dell’alimentazione, lunedì 16 ottobre, all’indomani del rapporto Fao che indica come i dati sulla malnutrizione siano peggiorati, con un incremento della fame nel mondo, giunge un’altra notizia sull’argomento. L’agricoltura mondiale è nelle mani di pochissimi.

Non più di cinque multinazionali controllano più della metà del mercato delle macchine agricole, in sei detengono il 60% del mercato dei semi, e avanzano le concentrazioni nel settore dell’industria  alimentare e della vendita al dettaglio. È lo scenario, preoccupante, che emerge dal rapporto «Too Big to Feed», curato da Ipes-Food, organizzazione costituita da un gruppo di esperti internazionali sulle politiche dell'alimentazione. 

Il presidente dell'associazione, l'ex relatore Onu per il diritto al cibo Olivier de Schutter, ha inviato una lettera alla Commissione europea chiedendo di esaminare l'acquisizione di Monsanto da parte di Bayer (attualmente all'esame dai servizi antitrust dell'Ue) dando particolare attenzione non solo all'impatto sul mercato ma anche al benessere dei consumatori, come previsto dai regolamenti. 

«Le aziende dominanti nel settore agroalimentare sono diventate troppo grandi per nutrire l'umanità in modo sostenibile - avverte il rapporto Ipes-Food - per operare in condizioni eque con altri attori del sistema alimentare e per promuovere il tipo di innovazione di cui abbiamo bisogno».  

AUTORE: Redazione,
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