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22 giugno 2015
Consumi, carni avicole al di sotto della media europea

Nel 2014 la produzione italiana è stata pari a 1.261.200 tonnellate di carni avicole, in lieve aumento rispetto al 2013 (+0,2%), e di 12,6 miliardi di uova (+3,0%).

In Italia i consumi delle carni avicole costituiscono il 25% del consumo totale di carne e sono molto al di sotto della media europea; il consumo di pollo vale 13,6 Kg l’anno pro-capite, contro i 17,8 Kg medi in Ue (dati Unaitalia e AVEC 2014).

Secondo il primo Documento di Consenso sul ruolo delle carni avicole dell’istituto di ricerca Nutrition Foundation of Italy (NFI), un maggiore ricorso alle carni avicole, consentirebbe un miglioramento della qualità complessiva della dieta nella popolazione italiana.

Se ne è parlato nella terza Assemblea di Unaitalia, l’Associazione delle filiere agroalimentari delle carni e delle uova, nata con l’obiettivo di unire le proprie forze per fare sistema, e ottimizzare un modello produttivo integrato.

I NUMERI DEL SETTORE - Nel 2014 la produzione italiana è stata pari a 1.261.200 tonnellate di carni avicole, in lieve aumento rispetto al 2013 (+0,2%), e di 12,6 miliardi di uova (+3,0%). Nell’ultimo anno la produzione interna e il consumo di carne di pollo hanno mostrato un sensibile aumento (rispettivamente +1,0% e +2,3%).

Quello italiano si conferma, quindi, un sistema completamente autosufficiente, in grado di produrre più di quanto consuma, con una percentuale di auto approvvigionamento di circa il 106%, ulteriore garanzia della provenienza e delle qualità organolettiche delle carni. Una caratteristica premiata dai consumatori che nel 2014 hanno consumato 19,45 kg. di carni avicole pro-capite facendo aumentare i consumi totali dello 0,7% rispetto al 2013.

Per il 2015 si ipotizza un aumento delle produzioni (in particolare la carne di pollo) e, seppure in maniera minore, della produzione di uova. A questo incremento contribuisce anche la diminuzione dei costi delle materie prime per fare mangimi.  

ll settore avicolo italiano comprende più di 6.200 allevamenti, suddivisi in allevamenti da ingrasso, ovaiole, riproduttori e svezzatori. Completano il panorama 400 stabilimenti per la produzione di mangimi, 174 macelli piccoli e grandi, e oltre 500 stabilimenti per il taglio e l’elaborazione di prodotti e preparazioni a base di carne.

AUTORE: Redazione,
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