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21 maggio 2020
Dalle barriere anti contagio ai tavoli per lo smart working: la filiera del legno PEFC si reinventa per la Fase 2

Anche durante il lockdown, la filiera del legno non si è fermata: alcune aziende certificate PEFC, legate alla filiera medicale e alimentare, hanno continuato il lavoro

Ripristinare gli ecosistemi forestali distrutti dalla tempesta Vaia anche durante l’emergenza sanitaria, contribuendo a preservare la salute delle persone. Con questo obiettivo, anche durante tutta la fase di lockdown più stringente, una parte della filiera del legno non si è fermata, contribuendo al ripristino del nostro patrimonio forestale e alla sicurezza delle comunità, montane e non.
A ricordarlo è il PEFC Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l'ente normatore della certificazione della buona gestione del patrimonio forestale: “Anche nella fase di chiusura delle attività, grazie all’attento lavoro delle aziende certificate PEFC e di tutti gli operatori del settore è stato possibile che una parte della filiera proseguisse l’attività, consentendo di non interrompere il recupero del legname distrutto da Vaia e di rifornire le aziende della filiera medicale e alimentare, assicurando la circolazione di persone, merci e mezzi di soccorso durante la pandemia”, spiega Maria Cristina D’Orlando, presidente del PEFC Italia. Questo ha permesso inoltre di non fermare il lavoro di tante aziende anche a valle della filiera, sostituendo il legname di importazione. “La gestione del bosco e la selvicoltura sono attività sostenibili che permettono di produrre legno, materia prima rinnovabile per eccellenza, e di contribuire al mantenimento  e miglioramento del bosco e dei suoi servizi ecosistemici: protezione del territorio, paesaggio, clima, acqua, ricreazione, prevenzione del rischio incendi, specialmente ora che andiamo verso la stagione calda”.
Vari i gestori forestali certificati PEFC che hanno continuato a lavorare, dalla Magnifica Comunità di Fiemme in Trentino ai Consorzi Forestali della Lombardia e Friuli Venezia Giulia, oltre ai numerosi gestori di proprietà collettive in Veneto ed Emilia Romagna.
Ora la filiera del legno riparte con idee e progetti innovativi che vanno incontro alle nuove necessità dei cittadini e alle nuove dinamiche lavorative e sociali che si stanno delineando con la Fase 2.
“Dai tavoli per lo smart working alle barriere anti contagio, fino alla logistica e al delivery, il legno si rivela un materiale straordinario: sostenibile, reperibile facilmente sul territorio e con importanti proprietà antibatteriche”, dichiara Antonio Brunori, Segretario Generale PEFC Italia. “La crisi attuale ci mostra, ancora una volta, l’importanza di rivedere la nostra economia, deglobalizzando quelle risorse che non avremmo bisogno di importare, scegliendo materiali più sostenibili e naturali e valorizzando le eccellenze legate alla green economy che si trovano sul nostro territorio”.  
 

 

AUTORE: Redazione,
CATEGORIE: NotizieAmbiente
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