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18 novembre 2021
Dopo Cop26, generazione Z in prima linea per salvare il pianeta

Analisi su cinque aspetti dell'approccio green alle scelte quotidiane di una delle generazioni più attente alle tematiche di salvaguardia dell'ambiente che reclama, con manifestazioni pubbliche e scelte individuali, la riduzione di emissioni di CO2

 La conferenza Cop26 ha riunito i leader di tutto il mondo per affrontare uno dei temi più importanti e urgenti di questo secolo: la lotta al cambiamento climatico. Oltre ai leader mondiali, importanti protagonisti sono stati i ragazzi della Generazione Z che, dalle manifestazioni in tutte le città d'Europa, sono arrivati a Glasgow in oltre 100mila per presentare le loro dichiarazioni per il clima e chiedere azioni concrete. Ma in concreto come si comporta questa generazione nelle scelte individuali e davanti al tema dei consumi?

Per provare a illustrare il comportamento dei nati tra la fine degli anni '90 e gli inizi dei 2000, detti anche iGen o Centennials, qualche spunto arriva da Subito.it, piattaforma n.1 in Italia per vendere e comprare in modo sostenibile. Incrociando le ricerche interne con dati di scenario attuali e studi realizzati ad hoc come l'Osservatorio Second Hand Economy condotto da BVA Doxa per Subito, sono emerse alcune evidenze, riassumibili in 5 punti, che mettono in luce la sensibilità sui temi green da parte della Generazione Z che si manifesta anche nell'approccio ai consumi, dove ha grande importanza la lotta quotidiana alle emissioni di CO2.

La second hand

Il 65% dei ragazzi della GenZ ricorrere al mercato di seconda mano, con una percentuale di adozione ben superiore alla media nazionale (54%). La second hand economy, infatti, è una forma di economia circolare sostenibile in sé che evita potenzialmente la produzione del nuovo e la dismissione del vecchio. Così facendo, le emissioni di CO2 legate a queste fasi vengono azzerate, e non vengono consumate nuove materie prime, portando a un risparmio ambientale, quantificabile con il metodo LCA (Life Cycle Assessment). Secondo la ricerca Second Hand Effect 2020, condotta dall'Istituto Svedese di Ricerca Ambientale (IVL) per Subito, grazie alla vendita di quasi 26 milioni di oggetti su Subito nel 2020 è stato possibile raggiungere un risparmio di 5,4 milioni di tonnellate di CO2, un dato che corrisponde all'azzeramento dell'impatto ambientale di 740.000 italiani. Ogni piccolo gesto conta, perché ogni singolo oggetto ha un "peso" e ogni singolo acquisto permette di ridurre la propria impronta: ad esempio, comprando una maglietta usata si risparmiano 2 chili di CO2, un paio di jeans usati permette di risparmiare 33,4 chili di anidride carbonica, uno smartphone 47kg, una bicicletta 99kg, un'auto addirittura 2,8 tonnellate!

Acquisto online ed economia di prossimità

Dallo studio è emerso anche che il mezzo preferito per la compravendita di usato tra i giovani è il canale online, con il 70% degli intervistati che vi ricorre in caso di acquisto, fino ad arrivare al 78% per la vendita dei propri oggetti pre-loved. Di fatto acquistare online può essere un buon modo per ridurre l'inquinamento provocato dallo spostamento autonomo di milioni di consumatori specialmente nel caso in cui ottenere i prodotti desiderati porta a spostarsi oltre un raggio di 15 km. Sì, quindi, al negozio sotto casa ma in caso di maggiore distanza meglio rivolgersi a sistemi di acquisto che non implicano spostamenti. Le buone pratiche diventano così ancora più semplici da diffondere: grazie all'esperienza di acquisto incentrata sulle APP, il principale strumento di ogni piccolo gesto quotidiano della GenZ, l'usato diventa facile da ricercare e da mettere in vendita e ogni acquisto può fare la differenza.

Cibo e prodotti alimentari a basso impatto ambientale

Secondo un recente Rapporto Coop sui Consumi l'88% degli italiani associa al cibo il concetto di sostenibilità che significa per il 33% avere un metodo di produzione rispettoso, per un altro 33% attenzione agli imballaggi, per il 21% è sinonimo di origine e filiera e per il 9% di responsabilità etica. In questo contesto sono ancora più nette le scelte della Generazione Z alla quale appartengono buona parte dei climatariani, ovvero tutti coloro, consapevoli o meno di questa definizione, che cercano di ridurre l'impatto ambientale in primis attraverso la propria dieta. Basti pensare che il 14,5 per cento del totale delle emissioni di CO2, è prodotto dagli allevamenti intensivi di animali e dai caseifici come emerso dal report del WWF su questo tema nel 2021. La lotta al cambiamento climatico, per i Centennial, passa anche dal cibo.

Mobilità sostenibile

Per la Generazione Z cambia totalmente la percezione dell'automobile, come mette in luce un sondaggio di Skuola.net su un campione di 2800 ragazzi, per 9 giovani su 10 l'auto serve a soddisfare soprattutto le proprie esigenze pratiche di mobilità mentre per appena il 2% rappresenta ancora uno status symbol. Per questi ragazzi, infatti, a delineare chi sei non è il possesso di qualcosa di fisico ma il mondo di valori connesso alle scelte messe in campo day by day. Più che possedere un'auto, diventa caratterizzante e socialmente apprezzato riuscire a muoversi in modo tale da impattare il meno possibile sull'ambiente. La scelta più preziosa è quella che si basa sulla mobilità sostenibile, ovvero tutte le forme di spostamento che integrano nel loro funzionamento metodi di rifornimento atti a diminuire gli impatti ambientali e in primis l'inquinamento atmosferico e le emissioni. I dati analizzati da Subito confermano questo aspetto rispetto, per esempio, alla crescita di interesse riscontrata per le bici che sono entrate nella top 10 degli oggetti più ricercati in piattaforma nel 2020 e dei monopattini elettrici che si sono aggiudicati un +103% nelle ricerche.

Consapevolezza sul tema green

Se per lungo tempo uno dei driver degli acquisti è stato il risparmio, oggi, i valori, specialmente per la Generazione Z, guidano le scelte. C'è maggiore consapevolezza sui propri principi, tra cui l'attenzione all'ambiente. Brand e prodotti vengono scelti anche in base al rispetto di determinati requisiti. Per esempio, colpisce che le motivazioni che spingono i giovani di età 18-24 verso la buona abitudine della second hand sono in primo luogo etiche, con un 59% che dichiara di farlo per aiutare l'ambiente. Proprio nel novero della consapevolezza si possono citare anche le scelte di acquisto che hanno caratterizzato la GenZ nell'ultimo anno. In particolare, queste ultime ricadono principalmente su abbigliamento e arredamento, videogiochi, telefonia, libri e informatica, complici la nuova normalità imposta dalla pandemia che ha portato a ridisegnare gli spazi domestici e ha reso necessari modelli tecnologici più avanzati per rispondere alle necessità di smart working e didattica a distanza nel segno del riciclo e del riutilizzo.

CATEGORIE: NotizieAmbiente
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