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18 gennaio 2022
Il caro energetico colpisce il tessuto produttivo

Impatto rilevante sui costi di produzione, sui servizi e sui trasporti visto che l’85% delle merci viaggia su strada, costi ai quali si aggiungono gli spostamenti pubblici e privati degli addetti delle imprese.

La corsa dei beni energetici, dai carburanti alle bollette frena quasi 2 imprese su 3 (72%) a causa del boom dei costi per trasporti, riscaldamento, illuminazione e servizi che pesa sulla ripresa economica del sistema produttivo nazionale.

Emerge dall’indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento agli ultimi dati Istat sulla risalita dell'inflazione nel 2021 trainata dall'andamento dei prezzi dell’energia (+14,1%).

Un balzo al quale ha contribuito anche lo shock sul pieno di famiglie e imprese per via del diesel che è aumentato del 20,6% nell’ultimo anno, registrando il record dei prezzi dal 2019, con uno shock al rialzo che coinvolge anche la benzina (+18,6%) e il Gpl, aumentato addirittura del 30%, con i prezzi alla pompa che in alcuni casi sfiorano anche i due euro al litro per la benzina.

Si tratta di un impatto rilevante sui costi di produzione, sui servizi e sui trasporti visto che l’85% delle merci viaggia su strada, costi ai quali si aggiungono gli spostamenti pubblici e privati degli addetti delle imprese.

Oltre all’aumento dei costi necessari per la produzione, occorre ricordare che il caro energia sta squilibrando tutti i parametri di costo fin qui considerati nei contratti già stipulati per la fornitura di beni e servizi o per la gestione di attività sociali, il che renderebbe pur necessario adeguare la spesa alla situazione eccezionale che si è venuta a creare.

AUTORE: Redazione,
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