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14 ottobre 2021
La grande crisi delle pere italiane

Raccolti in vistoso calo, problematiche fitosanitarie decennali, concorrenza estera. Una filiera in pienodeclino che rischia di essere smantellata

A metà ottobre i conferimenti delle principali varietà di pere volgono al termine ed è così possibile elaborare una sorta di consuntivo 2021 delle produzioni italiane. Possiamo dunque parlare di crisi senza precedenti per la produzione di pere italiane. Manca all’appello il 70% del raccolto che arriva al -80% nel caso delle varietà Abate.

Quali le cause? Cimice asiatica, maculatura bruna del pero e gelate primaverili che da due anni hanno flagellato la frutticoltura. Il danno economico su questa filiera, fra diretto sulla produzione e indotto si attesta fra i 700 e gli 800 milioni di euro, oltre al grave impatto in termini di giornate lavorative perse per i lavoratori stagionali. Le nuove stime pongono la produzione di Abate Fetel su poco oltre le 40.000 tonnellate, -78% rispetto al già deficitario 2020 e -83% se il confronto viene fatto rispetto all’ultima annata definita “normale” che è quella del 2018. Su variazioni molto simili anche la varietà Kaiser, che segna un -78% sul 2020 e -81% sul 2018. La qualità risulta inferiore in termini percentuali a quella dell’anno scorso per tutte le varietà, anche se il confronto con le annate precedenti, sempre in termini percentuali, non evidenzia delle grosse differenze; i calibri in generale sembrano simili a quelli di annate normali, inferiori però al 2020.

Una vera e propria débâcle soprattutto per i coltivatori dell’Emilia Romagna - dove si concentra il 70% della produzione nazionale - che sono allo stremo e lanciano un appello alle istituzioni per intervenire dopo la dichiarazione dello stato di calamità naturale per le gelate.

Purtroppo ad oggi la ricerca non è riuscita a individuare una soluzione contro avversità come la cimice asiatica e la maculatura bruna, mentre la cimice asiatica rappresenta un grande flagello nonostante l’antagonista naturale, la vespa samurai, sia stata ‘lanciata’ sui frutteti, non si è raggiunto ancora l’equilibrio necessario a garantire livelli di coltivazione accettabili. A tutto ciò aggiungiamo la maculatura bruna, un fungo infestante che è sempre più virulento a causa delle elevate temperature estive.

La prima conseguenza è sulla dinamica dei prezzi, in forte risalita in tutta Italia. E c’è già chi, esasperato, estirpa i frutteti; è, dunque, una filiera fortemente a rischio.

Nel pieno della stagione delle pere, stagione che giunge alla prossima primavera, si sta verificando un’importazione consistente di pere dalla Spagna, dal Portogallo, in particolare della pera Rocha e dai Paesi Bassi della pera Conference, in primavera arriveranno anche le pere dal Cile e dal Sudafrica.

AUTORE: Redazione,
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