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21 ottobre 2021
Serpillo: Farm to Fork non diventi Fork to Farm in mano a multinazionali. Pensare a ministero del Made in Italy, tutelare dieta mediterranea

E' emerso molto chiaramente, ieri durante la tavola rotonda organizzata nella sede nazionale, l'allarme lanciato dal presidente. In gioco la sopravvivenza del comparto primario nazionale

“Occorre spingere e sottolineare la necessità di una collaborazione forte dei soggetti istituzionali, sia privati come appunto UCI che pubblici. Ci sono temi preoccupanti da affrontare, a partire dalla transizione ecologica fino a quella energetica che ci vedono affrontare l’impegno sulla decarbonizzazione. Siamo tutti uniti su questo fronte e questa solidarietà è fondamentale per definire le strategie capaci di risolvere tali problematiche e raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.”

Così Mario Serpillo, presidente Uci, nel corso della tavola rotonda su Made in Italy e futuro dell’agricoltura.

“Ci troviamo di fronte all’impoverimento delle colture e della biodiversità, la linea del deserto sta crescendo pericolosamente e si parlare ormai di colture di avocado e mango in Sicilia. Tutti segnali estremi che indicano un cambiamento in atto, la temperatura sta modificando inoltre gli assetti forestali e la fauna marina. Sintomi dell’urgenza e necessità di affrontare queste questioni.

Siamo alla vigilia della Cop 26, nel corso della quale i paesi dovranno presentare un piano per la riduzione delle emissioni, l’ultimo appello per contenere la temperatura” prosegue.

“Oggi è stata approvata la strategia Farm to fork, che segue un impostazione tutta italiana. Fino ad oggi si voleva però ribaltare tale strategia in fork to farm e darla in mano alle multinazionali, ringrazio perciò Agricolae con la sua inchiesta per aver fatto luce su questo aspetto. Si voleva negare il valore della dieta mediterranea a favore delle multinazionali del cibo con la sponda dell’Europa e della Fao.

L’Italia è un esempio da imitare su alimentazione e cibo, per questo abbiamo l’italian sounding, esiste perché tutti i consumatori del mondo vogliono la possibilità di assaporare le eccellenze del Made in Italy agroalimentare” sottolinea Serpillo.

“Il Green deal che porta alla salvaguardia della biodiversità e alla produzione dal campo alla tavola avverrà se ci sarà una riduzione certa delle emissioni in atmosfera di Co2. Dobbiamo rendere sostenibili le produzioni, bisogna fare biologico e ridurre l’agricoltura intensiva e prodotti chimici. Occorre rispettare di più la biodiversità ed eliminare gli antibiotici, c’è dunque una serie di operazioni da fare e che richiederanno sacrifici e una riduzione del reddito. Qui il Pnrr deve ragionare su misure di sostegno e valorizzare la componente giovanile” evidenzia.

“Le Regioni hanno dunque un ruolo e una funzione importantissima. Devono accelerare i processi burocratici e programmare la spesa finalizzandola al raggiungimento di questi obiettivi.

Serve infine un ragionamento sul rispetto del cibo e sull’educazione alimentare per difendere i valori della dieta mediterranea.

Importante sarebbe poi un Ministero del Made in Italy, con portafoglio. Strada di supporto e driver per portare avanti questa cultura. Possiamo essere paese leadership del mediterraneo. L’Italia deve osare.”

Fonte: Agricolae  

AUTORE: Redazione,
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