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30 luglio 2020
Le prospettive mondiali post Covid secondo Fao ed Ocse

Secondo il rapporto congiunto presentato dall’OCSE e dalla FAO i governi affrontano la sfida di delineare strategie equilibrate per rispondere alle esigenze immediate

La lotta contro la pandemia globale sta causando incertezze senza precedenti anche nell’ approvvigionamento alimentare, con potenziali ostacoli nei mercati del lavoro e in diversi settori come la produzione agricola, la trasformazione alimentare, nonché conseguenti ri-orientamenti nella domanda di cibo e di servizi alimentari. Nel breve termine gli impatti economici e sociali della pandemia disturbano le prospettive, in generale positive sul medio termine, per la produzione agricola globale e il consumo alimentare.

Secondo il rapporto congiunto presentato lo scorso 16 luglio dal segretario generale dell’OCSE, Angel Gurría, e dal direttore generale della FAO, Qu Dongyu, i governi affrontano oggi la sfida di delineare strategie equilibrate per rispondere alle esigenze immediate, come la carenza di manodopera, e di creare condizioni stabili per la “ricostruzione più efficace” del settore agricolo.

Il rapporto congiunto Prospettive Agricole OCSE-FAO 2020-2029 rivela che nei prossimi dieci anni la crescita dell’offerta surclasserà quella della domanda, facendo sì che i prezzi reali della maggior parte delle materie prime possano scendere. Le fluttuazioni dei fattori trainanti della domanda e dell’offerta potrebbero portare a forti variazioni di prezzo. Allo stesso tempo, la riduzione dei redditi disponibili nei Paesi a basso reddito, e nelle famiglie, causata dal COVID-19 dovrebbe indebolire la domanda nei primi anni di questa prospettiva e potrebbe pregiudicare ulteriormente la sicurezza alimentare.

Si dovrà fronteggiare il già previsto (e notevole) aumento della popolazione globale, challenge che resta il fattore principale della crescita della domanda, anche se i modelli di consumo e i trend previsti variano da Paese a Paese, di pari passo ai livelli di reddito e di sviluppo. Si prevede che entro il 2029 la disponibilità media di cibo pro-capite raggiungerà circa 3.000 kcal e 85 grammi di proteine al giorno.

In seguito all’attuale transizione delle diete globali verso un maggiore consumo di prodotti di origine animale, grassi e altri alimenti, si prevede che entro il 2029 la quota di alimenti di base nel paniere alimentare diminuirà per tutte le fasce di reddito. In particolare si prevede che i consumatori nei Paesi a medio reddito utilizzeranno i redditi aggiuntivi per sostituire nella loro dieta gli alimenti di base con prodotti di valore più elevato. Nel frattempo i timori per la salute e l’ambiente nei Paesi ad alto reddito dovrebbero sostenere la transizione da proteine di origine animale a fonti proteiche alternative.

Si prevede che nel prossimo decennio circa l’85% della crescita della produzione globale di coltivazioni deriverà da migliori raccolti grazie al maggiore utilizzo di input, investimenti in tecnologie di produzione e da migliori pratiche di coltivazione. Diversi raccolti all’anno rappresenteranno un ulteriore 10% della crescita della produzione agricola, lasciando solo il 5% all’espansione delle coltivazioni. Si prevede che entro il 2024 la produzione dell’acquacoltura supererà la pesca di cattura come principale fonte di pesce a livello mondiale.

AUTORE: Redazione,
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