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14 dicembre 2015
Cop21 di Parigi, ecco i risultati raggiunti

Alla fine, dopo 13 giorni, un accordo èstato raggiunto. Per la terra non sarà così decisivo come viene annunciatp, in realtà è piuttosto interlocutorio e poco ambizioso. 

Dopo 13 giorni di vertice, i paesi che hanno preso parte alla Cop21 hanno detto sì all’ accordo per contrastare il surriscaldamento del clima provocato dalle emissioni di anidride carbonica. 

Ecco i punti principali dell’intesa sottoscritta dai 195 paesi che hanno preso parte alla conferenza.

  • RISCALDAMENTO GLOBALE - L’articolo 2 dell’accordo fissa l’obiettivo di restare “ben al di sotto dei 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali”, con l’impegno a “portare avanti sforzi per limitare l’aumento di temperatura a 1,5 gradi”.
  • OBIETTIVO A LUNGO TERMINE SULLE EMISSIONI - L’articolo 3 prevede che i Paesi “puntino a raggiungere il picco delle emissioni di gas serra il più presto possibile”, e proseguano “rapide riduzioni dopo quel momento” per arrivare a “un equilibrio tra le emissioni da attività umane e le rimozioni di gas serra nella seconda metà di questo secolo”. In base all’articolo 4, tutti i Paesi “dovranno preparare, comunicare e mantenere” degli impegni definiti a livello nazionale, con revisioni regolari che “rappresentino un progresso” rispetto agli impegni precedenti e “riflettano ambizioni più elevate possibile. La prima verifica dell’applicazione degli impegni è fissata al 2023, i cicli successivi saranno quinquennali.
  • LOSS AND DAMAGE - L’accordo prevede un articolo specifico, l’8, dedicato ai fondi destinati ai Paesi vulnerabili per affrontare i cambiamenti irreversibili a cui non è possibile adattarsi, basato sul meccanismo sottoscritto durante la Cop 19, a Varsavia, che “potrebbe essere ampliato o rafforzato”. Il testo “riconosce l’importanza” di interventi per “incrementare la comprensione, l’azione e il supporto”, ma non può essere usato, precisa il paragrafo 115 della decisione, come “base per alcuna responsabilità giuridica o compensazione”.
  • FINANZIAMENTI
    L’articolo 9 chiede ai Paesi sviluppati di “fornire risorse finanziarie per assistere” quelli in via di sviluppo, “in continuazione dei loro obblighi attuali”. Più in dettaglio, il paragrafo 115 della decisione “sollecita fortemente” questi Paesi a stabilire “una roadmap concreta per raggiungere l’obiettivo di fornire insieme 100 miliardi di dollari l’anno da qui al 2020″, con l’impegno ad aumentare “in modo significativo i fondi per l’adattamento”.
  • TRASPARENZA
    L’articolo 13 stabilisce che, per “creare una fiducia reciproca” e “promuovere l’implementazione” è stabilito “un sistema di trasparenza ampliato, con elementi di flessibilità che tengano conto delle diverse capacità.
AUTORE: Redazione,
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