Elenco Categorie IN PRIMO PIANO
14 febbraio 2020
Nocciola, filiera di qualità ma in difficoltà

Il prodotto nostrano è probabilemente il più buono del mondo ma la quantità prodotta non copre il fabbisogno nazionale. Occorre fare ricorso all'import. 

Nocciola, rinnovata passione degli italiani. Anche se non ha colto ancora tutte le potenzialità, come evidenziano i dati ISMEA su consumi, export e produzione.

Frutto amato dai consumatori dal Nord al Sud.  Negli ultimi tre anni il consumo domestico è andato costantemente crescendo; le vendite a volume di nocciole presso la Grande Distribuzione, sono aumentate del 6,3% nel 2019, per un valore totale di circa 38 milioni di euro. Una crescita che si registra su tutto il territorio italiano, con un picco nel Nord-Ovest del Paese, con vendite di circa 700 mila kg, per un valore di circa 12 milioni di euro. Le nocciole piacciono alle famiglie italiane sempre: ISMEA evidenzia, per il 2019, una crescita di spesa del 6,9% rispetto al 2018, favorita anche dall'aumento delle vendite in promozione (+5,2% nel 2019) e da un prezzo medio in contrazione (-2,3% nel 2019).

Le nostre varietà IGP e DOP. L'Italia è un territorio d'elezione per la coltivazione delle nocciole, e oggi rappresenta il secondo player mondiale - alle spalle della Turchia. Nel 2019, il totale della superfice coltivata in Italia è arrivata a 86mila ettari, con una prevalenza geografica nel Lazio (29%), in Piemonte (28%) e in Campania (25%). Qui hanno origine le varietà più note e tradizionali tanto da poter vantare la protezione comunitaria in quanto DOP e IGP: le più rappresentative sono la Tonda Gentile delle Langhe IGP (da sola costituisce il 90% della produzione certificata di frutta in guscio italiana DOP/IGP), la Nocciola di Giffoni IGP e la Tonda Romana Gentile DOP.

Futuro con qualche ombra. Mentre aumentano le coltivazioni di nocciolo a livello mondiale, il saldo della bilancia commerciale italiana per questo settore è passivo e il deficit è cresciuto del 75%, arrivando a 90 milioni di euro. Le ragioni di questo conto al negativo sono imputabili al fatto che la domanda da parte dell'industria dolciaria italiana è superiore di circa un terzo alla produzione nazionale, determinando quindi la necessità di importare nocciole. Il futuro dei corilicoltori italiani appare segnato: valorizzare le produzioni facendo leva su qualità e origine, per sfuggire a dinamiche di mercato internazionali che vedono spesso i prezzi a bordo di montagne russe mozzafiato.

AUTORE: Redazione,
NEWSLETTER
Iscriviti al servizio di Newsletter per rimanere aggiornato sulle novità e sugli eventi di UCI.

   
UCI Unione Coltivatori Italiani Via in Lucina, 10 00186 ROMA   P.IVA: 05630521002  Telefono: 06 6871043  E-mail: info@uci.it  PEC: uci@arubapec.it