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04 dicembre 2019
Vongole, cucina tradizionale italiana in salvo

La Ue accetta di consentire la pesca dei molluschi grandi fino a 22 mm, in via sperimentale. Ricette della tradizione nazionale in salvo. 

L’Europa dice sì alla riduzione della taglia minima delle vongole pescabili in Italia e salva in questo modo i piatti del Made in Italy, dopo che i cambiamenti climatici hanno modificato i tempi di crescita delle vongole esponendo i pescatori a sequestri e multe, fino al blocco totale dell’attività.

Ora la misura minima commerciabile passa dai 25 ai 22 millimetri,  ponendo fine alla diatriba tra Italia e Spagna. Ma nello stivale il sollievo è duplice in quanto rischiava di affondare una parte importante della marineria nazionale a causa del taglio delle esportazioni, che rappresentano quasi la metà della produzione con un impatto devastante sul settore. C’era in gioco una flotta di circa 710 imprese in Italia e oltre 1600 addetti ed ha un indotto di altre 300 imprese di commercializzazione all’ingrosso ed un altro migliaio di addetti.

La durata del provvedimento è fissata fino al 31 dicembre 2020. Il via libera comunitario, permetterà di valutare l’esito della sperimentazione 2017-2019 che in caso positivo potrebbe permettere il ripetersi della deroga anche per il triennio 2021-2023. Il via libera non interessa tutti i tipi di vongole ma solamente la specie autoctona presente in mare aperto, la “chamelea gallina” conosciuta anche come “lupino”, la cui produzione si aggira sulle 20/25 mila tonnellate circa, mollusco bivalve che cresce sui bassi fondali costieri sabbiosi, soprattutto in Adriatico. Sono escluse quelle di allevamento.

AUTORE: Redazione,
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