export
19 maggio 2015
Pomodoro, sempre più ambasciatore del made in Italy

Secondo l’Organizzazione che rappresenta l'industria di trasformazione del pomodoro in tutto il mondo, in Italia sono state trasformate 4,9 milioni di tonnellate di pomodoro. 

Con un export da ben 1,5 miliardi di euro, l’industria del pomodoro e derivati si conferma, anche nel 2014, punto di forza dell’agroalimentare italianoAnicav (Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari e Vegetali) rileva che, con il 60% della produzione destinata ai mercati esteri e solo poco più di 2 milioni di tonnellate riservati al mercato interno (40%), il pomodoro continua ad essere ambasciatore del made in Italy e dell’eccellenza della nostra cucina nel mondo.

Nel 2014, secondo i dati Wptc, l’Organizzazione internazionale che rappresenta l'industria di trasformazione del pomodoro in tutto il mondo, in Italia sono state trasformate 4,9 milioni di tonnellate di pomodoro e in Europa 9,8 milioni. Pertanto, in Italia si lavora il 50,2% della intera produzione europea.

Nel dettaglio, confrontando i dati 2013 e 2014, la Germania si conferma in testa alle esportazioni con più di 372 mila tonnellate e una quota del 20,3%, per un valore di oltre 285 miliardi di euro.

A seguire, Regno Unito (15,6%), Francia (8,6%) e Stati Uniti (6%). Il Giappone conquista il quinto posto, con una quota del 5,6%, per un valore di 85 milioni di euro. Tra i nuovi mercati troviamo la Russia, con una crescita del 17,2%.

Il prodotto più amato all’estero è il pelato intero e non quello intero, con quasi 2 milioni di tonnellate riservate ai Paesi stranieri e un valore export che fa registrare un +6,1% rispetto ai 12 mesi precedenti.  Ciò a testimonianza del fatto che, anche in periodo di crisi, i consumatori scelgono la qualità. Sul fronte dei nuovi mercati, nel 2014 si registrano ottimi risultati per l’export di pomodori pelati soprattutto verso l’Asia (+6%).

Tra i derivati, la passata è quella che, nel 2014, ha fatto registrare un maggiore incremento in volume delle vendite oltre confine (+22,4%). Per quanto riguarda l’export del concentrato, al calo di alcuni mercati tradizionali, come Germania e Francia, si contrappone una crescita notevole verso Russia (+47%), Belgio (+30%) e Oceania (7,2%). Continua il calo, dopo il -56% del 2013 sul 2012, delle importazioni di concentrato dalla Cina (-54,8%), che sono passate da 31 mila a 14 mila tonnellate.

 

AUTORE: Redazione,
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