made in Italy
28 gennaio 2015
Agroalimentare Made in Italy in crescita

Secondo Ismea assistiamo ad una mini ripresa delle vendite dei prodotti che più di tutti simboleggiano il made in Italy, l'agoalimentare. 

Abbiamo già avuto modo di evidenziare la crescita dei consumi alimentaridelle famiglie italiane. Dall'indagine Panel famiglie Ismea Gfk/Eurisko, relativa ai primi 11 mesi dell'anno, possiamo estrapolare delle informazioni più attinenti al mondo agricolo.

Si evince, infatti, un recupero della spesa per alimenti e bevande di circa mezzo punto percentuale su base annua, un ottimo segnale dopo il dato allarmante del 2013 ( -3,1% la contrazione della spesa alimentare). Il potere d'acquisto delle famiglie (in crescita dell'1,9% nel terzo trimestre dell'anno) ha trovato giovamento dall'inflazione vicina allo zero, dal calo del prezzo della benzina e da una politica di bilancio pubblico, dopo anni di austerity, un po' meno restrittiva, ma l'elevata disoccupazione e la frenata degli investimenti lasciano ancora dubbi su un auspicabile consolidamento del trend.

Tra le varie categorie di prodotto, aumenta in particolare la spesa dei derivati dei cereali (+5,6%), trainati prevalentemente dalla biscotteria (+6%). Si conferma la buona performance del complesso dei dolciumi (+4% in valore), e degli oli e grassi vegetali (+6,1%), con gli oli di oliva extravergine che spuntano un +3,3%. Buono anche il dato dei prodotti ittici, che stanno lentamente risalendo la china (+1,8%) dopo la caduta a doppia cifra del 2013. Tra le carni fresche, che avanzano nel complesso dello 0,7% (sempre in valore) si rilevano dinamiche divergenti, con i tagli bovini e avicoli in aumento rispettivamente dell'1,5% e del 4,7% a fronte del meno 6% della carne suina. In flessione anche la spesa delle famiglie in salumi (-0,8%), nonostante un aumento dei volumi acquistati.

Riguardo poi all'ortofrutta, gli italiani hanno risparmiato, negli acquisti di frutta e verdura fresche il 2,4% sul 2013, aumentando invece del 3,6% il budget destinato alla frutta trasformata. Un segmento in ridimensionamento nel carrello degli italiani è poi quello del latte e derivati (-1,1% in valore), che sconta sia la disaffezione nei confronti del latte fresco da parte di alcune fasce di consumatori (-5% la spesa, in presenza di un calo ancora maggiore dei volumi), sia la flessione degli acquisti di formaggi (-0,9%) dovuto in particolare ai freschi (-5,1%). 

AUTORE: Redazione,
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