
I termini dell’accordo
La Commissione Ue ha proposto di sbloccare già dal 2028, con l’avvio del nuovo quadro finanziario pluriennale, circa 45 miliardi di euro di risorse ‘messe da parte‘ per essere mobilitate (in un secondo momento) durante la revisione intermedia della Pac. Un anticipo, nei fatti, di cui gli Stati membri potranno beneficiare facendone richiesta alla presentazione dei propri piani di partenariato nazionali e regionali.
Le nuove risorse si aggiungerebbero ai circa 302 miliardi già vincolati alla Pac, tra sussidi diretti al reddito agricolo (296 miliardi) e fondi raddoppiati di gestione delle crisi (6,3 miliardi). Per l’Italia, secondo il ministro Lollobrigida, l’aumento si tradurrebbe in circa 10 miliardi aggiuntivi rispetto ai 31 già previsti tra il 2028 e il 2034.
Ieri si è svolta una riunione politica straordinaria dei Ministri dell’agricoltura a Bruxelles, convocata per fare il punto “sulla situazione nel settore agricolo“. L’incontro, soprattutto, ha avuto l’obiettivo di misurare il feeling tra le capitali alla luce delle nuove promesse, e agevolare il via libera politico all’accordo con il Mercosur, che potrebbe arrivare già venerdì prossimo, alla riunione degli ambasciatori dei Ventisette Paesi Ue, aprendo in tal modo la strada alla firma definitiva dell’intesa, attesa in Paraguay per il 12 gennaio.

L’intervento sul bilancio della Pac
Tra le altre modifiche al bilancio Ue annunciate figura anche l’obiettivo di destinare almeno il 10% delle risorse di ciascun piano di partenariato alle aree rurali, sfiorando, nelle stime Ue, i 63,7 miliardi di euro nel settennato. “La combinazione di questi strumenti politici e di bilancio fornirà agli agricoltori e alle comunità rurali un livello di sostegno senza precedenti”, ha spiegato una nota della von der Leyen.
Proprio le ultime concessioni sul bilancio dovrebbero definitivamente convincere l’Italia a far cadere il veto sull’intesa, che vedrà già, con ogni probabilità, l’opposizione di Francia e Polonia. Se finalizzato, l’accordo con il blocco sudamericano consentirà all’Unione europea di esportare più prodotti come vini, automobili e alcolici nella più grande area di libero scambio al mondo – capace di coinvolgere oltre 700 milioni di consumatori – e facilitare al tempo stesso anche l’ingresso nel mercato a dodici stelle di carne, riso e soia provenienti dall’America Latina.











