Gli equini, in quanto animali da affezione, non dovrebbero essere macellati per fini alimentari. Lo chiede una proposta di legge bipartisan.

Cosa propone la norma
La proposta introduce sanzioni pecuniarie e penali per chiunque macelli carne di cavallo, asino, mulo, pony e bardotto. Sono stabilite anche le relative pene, che prevedono reclusione a partire dai 3 anni e 3 mesi e multe fino a 100mila euro per chiunque allevi tali animali con finalità di macellazione. Pene inasprite di un terzo nel caso in cui le carni, oltre che macellate, siano state effettivamente immesse in commercio.
La norma prevedrebbe anche la registrazione e l’identificazione di ogni equino per permetterne la tracciabilità. Al fine di consentire agli allevatori equini da macello di riconvertire l’ attività, la proposta di legge stabilisce un fondi di indennizzi da 6 milioni di euro.
I consumi di carne equina in Italia
L’Italia è ai primi posti in Europa per consumo di carne di cavallo, con circa 17mila equini macellati nel 2024. Il nostro Paese detiene anche il primato a livello mondiale per numero di importazioni. Il consumo di carne equina riguarda però soltanto l’17% di chi abitualmente include la carne nella propria dieta.
La proposta di legge ha anche i suoi oppositori, trincerati dietro la convinzione che approvare il provvedimento significherebbe andare contro la storia della cucina italiana, Patrimonio dell’Umanità, e l’identità di alcuni territori.
I piatti più famosi
Tante le tradizioni locali dedicate alla carne equina. Dalla pastissada di Verona alle polpette di Catania, passando per i pezzetti salentini e, in particolare, per il caval pisst di Parma, lo stracotto d’asino nella pianura lombarda e il tapulon di Borgomanero.

Siamo al solito duello, quindi: innovazione contro la tradizione. Vedremo come andrà a finire.











