Il settore agroalimentare della Ue ha registrato un altro anno da record nel 2025, consolidando la leadership globale nel commercio agricolo. Il surplus è stato quattro volte superiore a quello del 2002 e l’UE continua a essere un esportatore netto. Il settore ha contribuito per il 37% al surplus commerciale complessivo dell’UE nel 2025, sottolineando la sua importanza per l’economia europea.
Andamento dell’export
Nel 2025 le esportazioni agroalimentari hanno raggiunto i 238,4 miliardi di euro, con un incremento dell’1% rispetto al 2024 (+2,8 miliardi di euro). L’UE ha mantenuto la sua posizione di maggiore esportatore agroalimentare al mondo. E’, inoltre, l’unico tra i primi cinque esportatori globali (UE, Stati Uniti, Brasile, Cina e Canada) ad aver avuto una crescita del valore complessivo delle esportazioni nel corso dell’anno, dimostrando grande resilienza nonostante un contesto commerciale volatile.

Le esportazioni sono state sostenute tutto l’anno, superando i livelli del 2024 in ogni mese, ad eccezione di agosto e novembre. Nel complesso, i prezzi delle esportazioni rimangono elevati, raggiungendo il picco all’inizio del 2025 per poi diminuire gradualmente.
Le destinazioni dell’export
Il Regno Unito rimane la principale destinazione per i prodotti agroalimentari dell’UE, mentre le esportazioni verso Stati Uniti e Cina sono diminuite. Nel complesso, l’UE ha mantenuto un portafoglio ben diversificato di mercati di esportazione in tutto il mondo.
Le esportazioni agroalimentari dell’UE hanno continuato a essere distribuite su un’ampia gamma di categorie di prodotti in tutte le classi di prodotto. Cereali, prodotti lattiero-caseari e vino hanno guidato il paniere delle esportazioni. L’aumento dei prezzi globali ha incrementato significativamente il valore delle esportazioni di prodotti a base di cacao, caffè, cioccolato e latticini. Al contrario, le esportazioni di olio d’oliva hanno registrato un calo di valore a causa dei prezzi più bassi, mentre anche i volumi esportati di vino e cereali sono diminuiti.
Nel 2025, le esportazioni agroalimentari hanno rappresentato il 9% delle esportazioni totali dell’UE (2.600 miliardi di euro), a sottolineare l’importanza strategica del settore per l’economia.
Il valore complessivo dell’import
Anche le importazioni agroalimentari dell’UE sono cresciute, raggiungendo la cifra record di 188,6 miliardi di euro, con un incremento del 9% (+16,2 miliardi di euro) rispetto al 2024. Tale crescita è stata trainata principalmente dall’aumento dei prezzi di importazione, cresciuti in media del 10% nel corso dell’anno. Nel 2025, le importazioni agroalimentari hanno rappresentato il 7,5% delle importazioni totali dell’UE (2.500 miliardi di euro).
Nel 2025, caffè, tè, cacao e spezie sono rimasti la categoria di prodotti più importata dall’UE e hanno spinto la maggior parte dell’aumento delle importazioni europee, con prezzi del cacao e del caffè che hanno raggiunto livelli record. Anche i prezzi di frutta e frutta secca importate sono aumentati. Al contrario, i prezzi di importazione di semi oleosi e colture proteiche sono diminuiti, così come i volumi di cereali importati. L’origine delle importazioni dell’UE è rimasta ben diversificata nel 2025. Le importazioni provenienti dall’Africa subsahariana, dal Canada, dal Vietnam e dagli Stati Uniti sono aumentate, mentre quelle provenienti dall’Ucraina sono diminuite.
Surplus in riduzione
La maggiore crescita delle importazioni ha determinato una contrazione del surplus commerciale agroalimentare dell’UE, sceso a 49,9 miliardi di euro, circa 13,3 miliardi di euro in meno rispetto al 2024. L’Ue rimane in surplus per la maggior parte dei prodotti.

Gli scambi commerciali con i partner degli accordi di libero scambio sono rimasti fondamentali per le prestazioni economiche.
Nel 2025, il 61% delle esportazioni agroalimentari e il 57% delle importazioni dell’UE hanno coinvolto i partner degli accordi di libero scambio, a dimostrazione della natura essenziale e della crescente importanza di tali accordi.
Ciò sottolinea il significato di due decenni di espansione degli accordi e di una crescita media degli scambi commerciali più rapida con questi paesi.











