Come purtroppo avevamo previsto (e mai previsione fu più facile), il tasso di inflazione annuo nell’area euro è stato del 2,6% a marzo 2026, in aumento rispetto all’1,9% di febbraio. Un delta negativo dello 0,7% in un solo mese. Ce lo dice Eurostat, l’istituto di statistica europeo, secondo cui andiamo anche peggio rispetto ad un anno fa, marzo 2025, quando il tasso era del 2,2% e c’era un sentiment totalmente negativo in quanto nell’imminenza dei dazi di Trump.
Andamento tendenziale annuo
Male anche l’inflazione annua nell’Unione europea, che è stata del 2,8% a marzo 2026, in aumento rispetto al 2,1% di febbraio. Un anno prima, il tasso era del 2,5%.
I tassi annui più bassi sono stati registrati in Danimarca (1%), Repubblica Ceca, Cipro e Svezia (tutti all’1,5%). I tassi annui più elevati sono stati registrati in Romania (9,0%), Croazia (4,6%) e Lituania (4,4%).

Inflazione negli stati membri
Rispetto a febbraio 2026, l’inflazione annua è diminuita in tre soli Stati membri, è invece rimasta stabile in uno ed è aumentata in ventitré, ovvero nell’85% del totale. Nel mese di marzo 2026, i servizi (+1,49%), l’energia (+0,48%), i prodotti alimentari, alcolici e del tabacco (+0,45%) e i beni industriali non energetici (+0,13%) hanno contribuito positivamente al tasso di inflazione annuo dell’area dell’euro.
É evidente che Trump c’entra anche in questo; il conflitto nel Golfo Persico ed il clima di allarmante incertezza, unito al disastro umanitario, nuocciono ai mercati e provocano meccanismi inflattivi prima e speculativi poi.
Per quanto riguarda l’Italia, il tasso d’inflazione misurato dall’Ipca, l’indice dei oprezzi a marzo è all’1,6% come tasso mensile e all’1,7% come tasso annuale.











