Arrivano oltre 136 milioni di euro per sostenere le imprese agricole italiane alle prese con l’aumento dei costi dei fertilizzanti. Il Masaf ha dato il via libera al decreto che rende operative le misure straordinarie predisposte per contrastare gli effetti sui costi di produzione agricola delle tensioni internazionali e, in particolare, della crisi in Medio Oriente.
Un intervento che interessa direttamente oltre 547mila agricoltori e che assume particolare rilevanza in una fase nella quale il prezzo dei principali mezzi tecnici continua a rappresentare una delle voci più pesanti nei bilanci aziendali.

136 milioni tra risorse europee e nazionali
La dotazione finanziaria complessiva ammonta a oltre 136 milioni di euro, di cui 45 milioni provenienti dalla Riserva agricola dell’Unione europea e circa 91 milioni messi a disposizione attraverso risorse nazionali.
L’obiettivo è compensare il 50% dell’incremento dei costi dei fertilizzanti sostenuto per le colture maggiormente esposte alla crescita dei prezzi e caratterizzate da un utilizzo più significativo di concimi.
Particolarmente importante, sotto il profilo operativo, è la modalità di erogazione prevista: gli agricoltori interessati non dovranno presentare ulteriori domande o affrontare nuovi adempimenti burocratici, poiché le somme saranno accreditate direttamente ai beneficiari.
Dalla cerealicoltura all’olio: le produzioni coinvolte
La misura interessa un’ampia parte del sistema agricolo nazionale. Il sostegno è rivolto, particolarmente, alle aziende che coltivano cereali, mais, foraggere non leguminose, barbabietola da zucchero, girasole, colza, olivo e nocciolo, colture nelle quali l’incidenza dell’aumento dei costi delle concimazioni supera la soglia dell’1,5% rispetto al valore della coltura per ettaro. Gli aiuti saranno riconosciuti sulla base delle superfici coltivate, con importi che vanno da 25 euro per ettaro per l’olivo fino a 64 euro per ettaro per il mais da granella.
Si tratta di settori per i quali l’aumento dei prezzi dei concimi rischia di incidere non soltanto sulla redditività immediata delle aziende, ma anche sulle scelte produttive delle prossime campagne.
E’ importante che, a fronte a un aumento così rilevante dei costi dei concimi azotati, fosfatici e potassici, le istituzioni diano un segnale agli agricoltori che ogni giorno garantiscono produzioni, occupazione e sicurezza alimentare.
Il sostegno sarà riconosciuto sulla base della Domanda unica PAC 2026 già presentata. In un momento in cui chiediamo alle nostre imprese agricole di essere sempre più competitive, non avrebbe avuto senso aggiungere altra burocrazia per ottenere un aiuto
Serpillo: «Una risposta necessaria alle difficoltà delle imprese»
Mario Serpillo, presidente UCI, valuta positivamente l’attivazione delle risorse, considerando il provvedimento una risposta necessaria alle difficoltà che stanno attraversando migliaia di aziende agricole.
Per UCI, la scelta di ridurre al minimo gli adempimenti a carico dei produttori rappresenta inoltre un elemento particolarmente significativo: in una fase di emergenza economica, gli aiuti devono poter raggiungere le aziende in maniera rapida, semplice ed efficace.
Al tempo stesso, Mario Serpillo sottolinea come il sostegno da 136 milioni debba inserirsi in una strategia più ampia e strutturale di tutela del reddito agricolo.
Gli aumenti dei fertilizzanti si aggiungono infatti a quelli che, negli ultimi anni, hanno interessato energia, carburanti, sementi, mezzi tecnici, trasporti e numerosi altri fattori produttivi tra cui imangimi utilizzati nell’allevamento, mentre non sempre alla crescita dei costi sostenuti dagli agricoltori corrisponde un adeguato riconoscimento dei prezzi all’origine.
«Difendere il reddito significa difendere la produzione agricola italiana»
Secondo l’UCI, l’attuale instabilità internazionale dimostra quanto sia necessario rafforzare la capacità del sistema agricolo nazionale di resistere agli shock esterni.
Gli interventi emergenziali sono indispensabili quando si verificano improvvisi aumenti dei costi, ma devono essere accompagnati da politiche capaci di intervenire sulle cause strutturali della debolezza economica delle imprese agricole.
Occorre quindi lavorare sulla riduzione dei costi di produzione, sull’accesso agli strumenti di investimento e innovazione, sulla tutela del reddito degli agricoltori e sul rafforzamento del potere contrattuale delle aziende all’interno delle filiere, anche interfacciandoci con opportune politiche europee.
«Ogni risorsa che arriva direttamente alle imprese agricole rappresenta un sostegno concreto e va accolta positivamente. Ma la continua successione di crisi internazionali ci impone di guardare oltre l’emergenza. L’agricoltura italiana ha bisogno di certezze, programmazione e strumenti strutturali che consentano alle aziende di continuare a produrre e investire. Difendere il reddito degli agricoltori significa difendere la nostra capacità produttiva, i territori e la sicurezza alimentare del Paese», le parole nette del Presidente Serpillo.

Attesa per i prossimi interventi
Il decreto sui fertilizzanti rientra nel più ampio pacchetto di iniziative destinate a sostenere il comparto agricolo di fronte alle conseguenze delle tensioni internazionali.
Intanto sta per esaursi l’intervento previsto contro il caro – carburanti, in scadenza il 30 settembre. Per UCI sarà fondamentale che i prossimi provvedimenti mantengano al centro l’impresa agricola e la sua sostenibilità economica, assicurando risorse adeguate, procedure semplici e una programmazione capace di dare prospettive di medio e lungo periodo al settore primario.











