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28 luglio 2015
Negoziati Ttip, audizione del Parmigiano Reggiano

Proprio a partire da questo confronto va rilanciata un'azione autorevole per raggiungere un risultato ambizioso ed equilibrato, sul mercato americano c'è ancora molto spazio.

"Nel settore agroalimentare l’Europa ha interessi estremamente rilevanti, con un saldo attivo di 6 miliardi di euro, ed in questo negoziato è evidente che l'Italia, Paese europeo con il maggior numero di prodotti Dop, si gioca tanta parte di uno sviluppo possibile da sostenere con ogni azione".

Così Paolo De Castro - europarlamentare e già presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo - si è espresso all'indomani dell’audizione svoltasi a Bruxelles del direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti, davanti alla Commissione europea nell’ambito dei negoziati Ttip tra Ue e Usa. Lo riporta una nota diramata dal Consorzio di tutela .

“Proprio a partire da questo confronto - sottolinea De Castro - va rilanciata un'azione autorevole per raggiungere un risultato ambizioso ed equilibrato, perchè sul mercato americano c'è ancora molto spazio per la crescita delle esportazioni italiane ed europee, soprattutto per i prodotti di alta qualità come le Dop, e il Ttip deve essere l'occasione per bloccare l'uso ingannevole dei richiami ai nostri marchi e all'origine geografica".

"Gli inganni palesi a carico dei consumatori americani - ha detto il direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano a Bruxelles - ammontano a quasi 100mila tonnellate all'anno per il nostro prodotto, una cifra che è pari al 74% dell'intera produzione di Parmigiano Reggiano ed è più che doppia rispetto al totale delle nostre esportazioni, pari a 44.500 tonnellate nel 2014, con poco meno di 6.600 negli Usa".

"Sconfiggere questo parmesan che si presenta in confezioni che in vari modi si richiamano al Tricolore, e che pertanto ingannano i consumatori sull'origine del prodotto e danneggiano i produttori italiani - aggiunge Deserti - aprirebbe prospettive straordinarie, non solo perchè la richiesta del mercato americano sul Parmigiano Reggiano è oggi altissima per le sue caratteristiche di artigianalità e assoluta naturalità molto apprezzate negli States, ma a maggior ragione per gli accordi che continuiamo a consolidare e a realizzare con le più grandi catene distributive americane".

"Il mercato del Parmigiano Reggiano taroccato, rapportato ai prezzi medi alla partenza dall'Italia dell'autentico Parmigiano Reggiano - spiega Deserti - vale potenzialmente quasi un miliardo di euro, e sebbene sia evidente che buona parte di quel prodotto rientrerebbe tra i generici parmesan ammessi negli Stati Uniti, è altrettanto chiaro di quale potenziale stiamo parlando per le nostre esportazioni".

"I problemi, le opportunità e gli effetti della lotta ai falsi - ha detto Deserti alla Commissione Europea a Bruxelles - non sono, comunque, solo una questione di cifre e di mercati, ma all'origine ci sono due fatti estremamente gravi che devono pesare nelle trattative con gli Usa: la concorrenza sleale e l'inganno perpetuato a danno dei consumatori".

Deserti ha ricordato che proprio pochi giorni fa l'Autorità sanitaria americana (Fda), ha imposto il ritiro dal mercato Usa di quasi 15mila chili di parmesan perchè non indicava in etichetta la presenza dell'additivo Lisozima, un allergene derivato dall'uovo e assolutamente vietato nella produzione di Parmigiano Reggiano

photo credit to parmigianoreggiano.it

AUTORE: Redazione,
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