La Manovra Finanziaria da 23,5 miliardi di euro, approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre e ora all’esame del Parlamento, si presenta all’insegna della prudenza. Le limitate prospettive di crescita economica e la necessità di mantenere gli equilibri dei conti pubblici hanno imposto una distribuzione selettiva delle risorse disponibili.
Per il settore agricolo, il provvedimento prevede la conferma di alcune agevolazioni fiscali e nuovi strumenti a sostegno degli investimenti. Interventi che pure rappresentano un segnale di attenzione, pur in presenza di difficoltà strutturali che continuano a incidere sulla competitività delle imprese.

Agricoltura, confermate le agevolazioni fiscali
Uno degli obiettivi della Manovra è sostenere il reddito degli agricoltori, in una fase caratterizzata dall’aumento dei costi di produzione e dalla pressione sui margini aziendali.
Tra le misure previste figura la proroga dell’agevolazione IRPEF sui redditi dominicali e agrari per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali (IAP).
Il meccanismo prevede l’esenzione totale fino a 10.000 euro e una riduzione del 50% dell’imponibile per la quota compresa tra 10.000 e 15.000 euro.
Sul fronte dei costi energetici, la Manovra destina inoltre circa un miliardo di euro alla conferma delle agevolazioni sulle accise del carburante agricolo, una voce di spesa particolarmente significativa per le aziende.
Innovazione e digitalizzazione per rendere le imprese più competitive
Un altro capitolo riguarda gli investimenti produttivi e l’ammodernamento delle aziende agricole.
Il disegno di legge prevede 160 milioni di euro per il credito d’imposta Agricoltura 4.0, con un orizzonte temporale esteso fino al 2029.
L’obiettivo è favorire l’acquisto di macchinari tecnologicamente avanzati, trattori di nuova generazione, attrezzature per l’agricoltura di precisione e sistemi digitali per il monitoraggio delle colture.
L’incentivo guarda anche agli interventi per migliorare l’efficienza energetica e ridurre i consumi aziendali, con possibili benefici sia sul piano economico sia su quello ambientale.
Si tratta di strumenti che possono contribuire a rafforzare la produttività del comparto, soprattutto se accompagnati da procedure di accesso semplici e da condizioni sostenibili anche per le aziende di minori dimensioni.
Pesca, risorse per il rinnovo della flotta
La Manovra dedica attenzione anche al settore ittico, prevedendo un fondo da 100 milioni di euro per il biennio 2027-2028 destinato all’ammodernamento dei pescherecci e al miglioramento della loro efficienza energetica.
Un intervento che punta a sostenere un comparto particolarmente esposto alle oscillazioni dei prezzi del carburante e ai costi di gestione delle imbarcazioni.
Sul versante occupazionale, il testo contempla inoltre misure di rafforzamento delle tutele per i lavoratori della pesca, anche attraverso l’estensione degli strumenti di integrazione salariale.
Lavoro, incentivi e sostegno all’occupazione
Tra le disposizioni in materia di lavoro trovano spazio anche misure di fiscalità agevolata sui premi di produttività e la prosecuzione degli incentivi alle assunzioni di giovani e donne.
L’obiettivo è sostenere l’occupazione e contenere il costo del lavoro, una delle principali criticità per molte imprese agricole, soprattutto nei comparti caratterizzati da una forte stagionalità.
Un primo passo, ma il settore agricolo ha bisogno di continuità
Nel complesso, la Manovra contiene interventi che possono offrire un sostegno concreto al mondo agricolo, sia attraverso il mantenimento delle agevolazioni esistenti sia mediante nuove opportunità di investimento.
Restano tuttavia aperte alcune questioni centrali: l’aumento dei costi produttivi, la volatilità dei prezzi agricoli, le difficoltà di accesso al credito e la necessità di garantire un’equa distribuzione del valore lungo le filiere. Serve una visione sistemica, coraggiosa e di lungo periodo.

L’auspicio è che il confronto parlamentare possa contribuire a migliorare ulteriormente gli strumenti disponibili, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese agricole, che costituiscono una componente essenziale del tessuto produttivo nazionale.











