“Chi semina utopia, raccoglie realtà”, era solito dire. Perchè se non si è visionari non si raggiungono risultati. Ha impiegato la sua vita per promuovere un altro modo di guardare il cibo e al cibo, trasformandone l’essenza da strumento di sostentamento a mezzo di lotta per i diritti. Dei produttori, dei territori e per la democrazia. Ha parlato di diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutti.

Visione e territorio
Per questo fondò Slow Food nel 1986, organizzazione che promuove un sistema alimentare sostenibile e giusto, e Terra Madre, rete mondiale che riunisce tutte le figure coinvolte nella produzione di cibo, contadini, pastori, pescatori, cuochi, accademici e consumatori nella difesa della sovranità alimentare, della biodiversità e di un modello di agricoltura sostenibile.
Petrini è stato gastronomo, scrittore e giornalista. Incoronato “Eroe europeo” dalla rivista Time nel 2004, nel 2008 il quotidiano britannico The Guardian lo ha inserito nella lista delle cinquanta persone che avrebbero potuto salvare il mondo. Ha poi creato l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, e le Comunità Laudato Sì.
E’ partito dal basso ed ha incontrato i big del mondo, incontrando le comunità della rete Terra Madre, tenendo lezioni in prestigiose università, ricevendo diverse lauree honoris causa. Il prezioso contributo per la battaglia dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile è stato riconosciuto anche dalle Nazioni Unite. Alla Conferenza ONU sullo sviluppo sostenibile Rio+20 in Brasile, ha partecipato al dialogo globale su sicurezza alimentare e nutrizione.
I riconoscimenti internazionali
Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente lo ha nominato co-vincitore del premio Champion of the Earth 2013 per la categoria ‘Ispirazione e Azione’. Ambasciatore Speciale FAO per il programma Fame Zero in Europa, ha partecipato, nel 2019, al Sinodo “Amazzonia: Nuovi Cammini per la Chiesa e per una Ecologia Integrale” in Vaticano invitato da Papa Francesco, suo amico come Re Carlo d’Inghilterra.
Oggi l’Italia, il mondo, perdono un ecumenico, un amante del dialogo che sapeva sognare e smuovere le coscienze. Petrini è riuscito a lasciare un segno, contribuendo a formare milioni di menti aperte e capaci di andare oltre. Forse proprio questo è il messaggio che avrebbe voluto lasciarci, ricordiamoci di andare oltre. Buon viaggio, Carlin. E Grazie di tutto.











