Sappiamo tutti che in Italia, fra le altre cose, si mangia davvero bene. Ma se volessimo individuare il valore economico delle attività di fodd, a quanto ammonterebbe? La cucina italiana nel mondo ha raggiunto i 253 miliardi di euro di valore nel 2025 e si conferma la più attrattiva per gli investitori.

Il valore del pasto fuori casa
Il foodservice italiano, il mercato della ristorazione e dei consumi alimentari fuori casa, vale 84 miliardi di euro nel 2025 e si colloca al sesto posto nel ranking mondiale. Sono i dati che ci vengono restituiti dalla settima edizione del Deloitte Foodservice Market Monitor 2026, il report di Deloitte che fotografa il valore del settore foodservice e le sue tendenze a livello globale.
Si tratta di un settore in via di stabilizzazione dopo la fase di recupero post-pandemica, ma con dinamiche di crescita sempre più concentrate nei format scalabili e nelle catene organizzate. Ma attenzione, la struttura del mercato sta cambiando. “La velocità di espansione del segmento quick service restaurant italiano – quasi doppia rispetto alla media mondiale – e l’accelerazione delle operazioni di M&A segnalano che gli operatori con modelli di business scalabili stanno cogliendo opportunità in un mercato storicamente frammentato”, dicono da Deloitte. Significa che crescono le catene di street e fast food, per tenere i costi sotto controllo e per differenziare l’offerta. Ma è anche segno di un tempo che cambia, di una ristorazine classica che inizia a fare fatica, pur rimanendo preponderante. Dal conto nostro, l’Uci si augura che quale che sia la forma di ristorazione prescelta, gli italiani si affidino sempre a ristoratori onesti, che usino soprattutto prodotti italiani e che il lavoro per aziende agricole oneste non manchi mai, pur in tempi difficili.
Il Quick service restaurant
In Italia il divario di crescita tra catene e operatori indipendenti è il più elevato tra tutte le aree geografiche analizzate: +7,2% per le catene contro +0,6% per gli operatori indipendenti nel periodo 2019-2025. Le catene quick service restaurant, in particolare, crescono al +10,5%, quasi il doppio della media globale (+6,1%), guadagnando il 6,2% della quota di mercato.
Nonostante questa accelerazione, la penetrazione delle catene in Italia rimane ancora bassa rispetto agli standard internazionali: 11% contro il 35% della media mondiale, segnalando un ampio margine di sviluppo in questo segmento.
Il mercato italiano rimane caratterizzato da una forte preferenza per i full service restaurant, la classica trattoria tuttofare, che rappresentano il 50% del valore complessivo. Tuttavia, la crescita è sempre più trainata dai quick service restaurant che si confermano il principale motore di espansione anche nelle proiezioni 2025-2030 (+1,2% atteso), in un mercato complessivo previsto sostanzialmente stabile (-0,3% atteso 2025-2030).
E la cucina italiana?
La cucina italiana nel mondo raggiunge i 253 miliardi di euro nel 2025 e rappresenta oggi il 19% del mercato globale dei full service restaurant, confermandosi la categoria più ricercata a livello internazionale. Il mercato delle fusioni e acquisizioni nel foodservice italiano registra una netta accelerazione: 34 accordi nel periodo 2022-2025 contro i 20 del 2016-2019, con un incremento medio di +3,5 operazioni annue. La cucina italiana si conferma la più attrattiva per gli investitori, rappresentando il 39% di tutti i deal italiani, di cui il 21% legato alle pizzerie. Fast food e healthy food rappresentano ciascuno il 18% dei deal post-Covid, a testimonianza di un crescente interesse per format scalabili.

Panoramica mondiale della ristorazione fuori casa
Il mercato globale del foodservice ha raggiunto i 2.981 miliardi di euro nel 2025 (+2,2%), segnando un ritorno ai tassi di crescita pre-pandemici (+2,1% nel periodo 2016-2019). A livello regionale, l’Europa guida la crescita con il +6%, la performance più alta tra tutte le aree geografiche. Il Nord America consolida la propria posizione mentre si stima che l’area Asia-Pacifico tornerà a guidare l’espansione nel periodo 2025-2030, sebbene abbia perso il 5 punti di quota rispetto al 2019.
Sul fronte dei format, i quick service restaurant guidano la crescita anche a livello globale (+4,6% 2019-2025), raggiungendo il 33% di quota di mercato nel 2025 (+4 p.p. dal 2019). La trasformazione strutturale più rilevante riguarda i canali di consumo: il delivery ha guadagnato +15 p.p. di quota dal 2019, con i ricavi generati attraverso delivery, asporto e altri canali off-premise che rappresentano ora il 45% del valore totale del foodservice globale.











