La filiera chiude la campagna 2025-2026 con una produzione in crescita e l’olio italiano, nonostante la flessione dei prezzi registrata nel 2026, mantiene sui mercati un posizionamento superiore rispetto ai principali Paesi concorrenti. È il quadro emerso a Terra Madre – Salone del Gusto nel corso dell’incontro ISMEA “Olio italiano, verso la nuova campagna: mercati, prezzi e prospettive”.
I numeri del comparto
L’olivicoltura italiana conta oltre un milione di ettari, di cui circa 289 mila biologici, circa 620 mila aziende olivicole, oltre 4.200 frantoi attivi e 51 Indicazioni Geografiche, tra 42 DOP e 9 IGP.

Nell’ultima annata la produzione italiana ha toccato le 325mila tonnellate, il 31% in più rispetto all’anno precedente, in un contesto internazionale tornato su livelli più vicini alla normalità dopo le forti tensioni delle campagne passate.
Sul fronte dei prezzi, nonostante la flessione registrata nel 2026, l’Italia regge meglio dei principali competitor: le quotazioni dell’extravergine nazionale restano superiori a quelle di Spagna, Grecia e Tunisia e si mantengono sopra i livelli precedenti all’impennata del 2022.
Come sta andando il mercato
Nei primi sei mesi del 2026 sono diminuite le importazioni, anche grazie alle maggiori disponibilità interne. Sul versante delle esportazioni, a fronte di una flessione verso Stati Uniti e Germania, sono cresciute le vendite nel Regno Unito e si sono registrate performance positive in Polonia, Paesi Bassi e Belgio.











