L’Italia si conferma il primo Stato membro dell’Unione europea per numero di programmi approvati, con 20 progetti selezionati su un totale di 61 sostenuti a livello comunitario, cioè ci siamo accaparrati ben 1/3 del totale mentre i rimanenti 2/3 sono da suddividere tra tutti i 26 Stati rimanenti. Potremmo dire, una dimostrazione di forza sistemica.

I programmi
Il valore economico complessivo è di circa 50 milioni di euro, di cui 38 milioni da Bruxelles.
I programmi sono finanziati nell’ambito del Regolamento (UE) n. 1144/2014. La notizia è particolarmente favorevole perché dà l’immagine del nostro Paese come Stato sempre più protagonista nell’utilizzo degli strumenti europei per valorizzare le produzioni di qualità, e capace di rafforzare la presenza del Made in Italy sui mercati nazionali e internazionali“.
Il ruolo dei produttori
Il risultato raggiunto ha premiato la qualità delle progettualità presentate dalle organizzazioni dei produttori, dai consorzi e dagli organismi rappresentativi delle filiere agroalimentari nazionali e contribuirà a rafforzare la promozione delle eccellenze italiane nei principali mercati europei ed extraeuropei.
L’esito ha assunto un valore particolarmente significativo alla luce dell’elevata competitività della Call 2026, che ha registrato richieste di finanziamento per oltre tre volte superiori alle risorse disponibili, con solo un terzo delle proposte presentate che ha ottenuto il finanziamento.

Trend positivo
Rispetto alla precedente annualità sono aumentati sia il numero dei programmi approvati sia l’ammontare delle risorse europee destinate all’Italia, a conferma della capacità delle filiere agroalimentari nazionali di utilizzare efficacemente gli strumenti messi a disposizione dall’Unione europea per valorizzare e promuovere nel mondo le produzioni di qualità del Made in Italy.











