Il Senato della Repubblica ha dato il via libera al primo passaggio parlamentare della riforma degli ordinamenti professionali. Il disegno di legge delega, approvato dall’Aula di Palazzo Madama, passa ora alla Camera per l’approvazione finale. È aperta la strada per un profondo processo di modernizzazione degli ordini professionali.
Sono quindici sono gli ordini professionali coinvolti: dai consulenti del lavoro, agli Assistenti sociali, agrotecnici, architetti, attuari, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale, giornalisti, agronomi e forestali, geologi, geometri, ingegneri, periti agrari, periti industriali e tecnologi alimentari.
L’associazione che rappresenta le professioni interessate dalla riforma ha svolto un importante ruolo di coordinamento e mediazione, favorendo il confronto tra le diverse categorie e contribuendo alla definizione di una piattaforma comune.
La riforma interviene su alcuni dei nodi centrali per il futuro del sistema ordinistico: dalla definizione più specifiche delle attività tipiche, riservate e di consulenza alle modalità di accesso alla professione, dalla formazione continua alla valorizzazione delle competenze digitali e di quelle legate all’Intelligenza Artificiale. Il provvedimento interviene inoltre sulla governance degli Ordini, sulle società tra professionisti e conferma la natura pubblicistica degli ordinamenti professionali.
È importante non dimenticare ciò che le professioni ordinistiche sono per l’Italia. Ovvero, garanzia di efficienza, di qualità, di tutela, di sostegno, di professionalità e anche certamente garanzia e presidio di deontologia. Il risultato è stato reso possibile dal senso di responsabilità e dalla capacità di dialogo dimostrati dai 15 Ordini professionali coinvolti, che hanno saputo superare le rivendicazioni settoriali per costruire una visione comune.
Si tratta di un provvedimento che ridisegna il ruolo delle professioni regolamentate adeguandole ai cambiamenti della società, dell’economia e della tecnologia.











