La Giornata Europea del Biologico costituisce un momento per ricordare l’importanza ed il peso delle produzioni bio, e anche per sottolineare il ruolo strategico della transizione agroecologica per il contrasto alla crisi climatica e la tutela della biodiversità.
I numeri del biologico in Italia
In occasione della ricorrenza odierna è stato presentato il rapporto “Bio in Cifre 2026”, curato da ISMEA per il MASAF. L’analisi evidenzia nel 2025 una contrazione del 5,4% delle superfici biologiche, dovuta soprattutto a un calo delle aree in conversione (-24,4%), che riguarda in particolare i prati pascoli. Le superfici già certificate bio restano invece sostanzialmente stabili (-0,5%). In leggera diminuzione anche il numero degli operatori -1,8%.

Il Rapporto evidenzia invece una dinamica positiva sul fronte dei consumi, che nel 2025 crescono del 9,2% sia a valore sia a volume. Nei primi sei mesi del 2026 le vendite di prodotti biologici registrano un incremento del 4%, con performance decisamente superiori a quelle del comparto agroalimentare convenzionale.
Le emergenze da affrontare
Se i dati fotografano una fase di sostanziale stabilità dal punto di vista delle produzioni biologiche, i consumi continuano a crescere. Sicuramente si fa sentire l’incertezza del quadro normativo relativamente al futuro della PAC, ma non mancano segnali chiari che intendono spingere ad affrontare in maniera decisa il nodo relativo alle difficoltà delle piccole e medie aziende agricole biologiche. Tali realtà sono penalizzate, come l’intero settore agricolo, dall’aggravarsi dei conflitti geopolitici e della crisi climatica, con ricadute significative sui costi di produzione, mentre sul mercato, anche nel bio, in molti casi sono calati i prezzi pagati ai produttori.
La linea dell’UCI
“Dopo l’approvazione della legge sul biologico e l’attuazione del Piano d’Azione Nazionale, in un rapporto positivo e di confronto costante con il Ministero, è ora necessario mettere in campo le innovazioni politiche indispensabili per rafforzare le produzioni bio”, chiosa Mario Serpillo, leader dell’Unione Coltivatori Italiani. L’obiettivo più vicino nel tempo è la stesura del nuovo Piano d’Azione Nazionale per il biologico e della riforma della PAC 2028‑2034, il cui negoziato a livello europeo è previsto in chiusura il prossimo 31 dicembre.
Il Marchio Biologico Italiano
In occasione della Giornata Europea del Biologico è stato presentato ufficialmente anche il Marchio Biologico Italiano, che identifica i prodotti ottenuti esclusivamente con materia prima 100% italiana. Gli operatori possono già presentare al Ministero dell’Agricoltura l’istanza per l’utilizzo del Marchio.

Istituito dalla legge n. 23/2022, questo logo gratuito e su base volontaria rappresenta un importante strumento di riconoscibilità che rafforza la trasparenza verso i cittadini e sostiene il posizionamento delle produzioni biologiche Made in Italy sul mercato nazionale e internazionale.











